Intex N101-WC1100: Un netbook che sembra un libro
Siamo abituati a chiamarli netbook per le loro dimensioni, ma nessuno assomiglia ad un vero libro quanto questo Intex N101-WC1100 di provenienza indiana.
La dotazione è quella tipica dei netbook con processore Intel Atom N270 a 1.6 GHz, 1 GB di RAM, 160 GB di hard disk, webcam da 1.3 megapixel, connettività WiFi 802.11b/g e Bluetooth, card reader 7-in-1, mentre l’autonomia dichiarata della batteria è 4 ore.
In vendita con finitura nera o rossa a 400 $, circa 290 €.



[via ubergizmo]
Questo sito e’ penalizzato: ecco perche’…. ed ecco il vincitore !
La settimana scorsa, in questo post, ho spiegato che questo dominio, WmTools.com, aveva subito una brusca riduzione del PagerRank, da PR5 a PR3.
Pur avendo le mie personali teorie sul motivo di questo avvenimento, ho voluto coinvolgere i lettori, invitandoli a rispondere a queste 3 semplici domande:
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1) Secondo te perche’ e’ stato abbassato il Pagerank di Wmtools.com ?
2) E’ stato abbassato algoritmicamente o manualmente in seguito ad una segnalazione da parte di qualcuno?
3) Secondo te ci ripristinano il Pr se facciamo una reinclusion request ?
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In pochi giorni sono state pubblicate piu’ di 60 risposte, tutte molto interessanti.
Ora e’ giunto di spiegare le mie motivazioni per cui cio’ e’ accaduto e, ovviamente, decretare il vincitore (che ricevera’ un ingresso gratuito al Seo Web Marketing Experience ).
Prima di tutto partiamo con una doverosa premessa, che ci aiutera’ a capire meglio il perche’ di questa riduzione di pagerank.
Perche’ avviene l’abbassamento del PageRank?
I motivi per cui avviene una riduzione del pagerank possono essere diversi. Eccoli…
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1) Abbassamento del Pr Algoritmico / “naturale”
Un abbassamento “naturale” del pr da parte dell’algoritmo di google e’ ovviamente dovuto alla riduzione della quantita’ e qualita’ dei backlinks ricevuti. Supponiamo che fino a ieri avevi 100 backlinks da siti con alto pr e che domani la meta’ di questi backlinks vada persa. Ovviamente Google abbassera’ algoritmicamente il pr del tuo sito, in proporzione ai backlinks persi. Questo pero’ non e’ il caso di Wmtools che, al contrario, negli ultimi anni ha visto soltanto crescere quantitativamente e qualitativamente i backlinks nel tempo.
2) Abbassamento del Pr Algoritmico / “temporaneo” o per “cause tecniche”
Se trasferite il vostro sito su un nuovo dominio o reindirizzate la url della vostra home page su una sotto-cartella o su una sotto-pagina ovviamente, il pagerank della vostra home page andra’ perso. A meno che non reindirizzate la vecchia pagina/dominio al nuovo url utilizzando il cosiddetto “Redirect 301″. In tal caso comunque occorrera’ del tempo, da alcune settimane a qualche mese, prima di vedere sulla vostra barrettina verde l’effettivo trasferimento di Pr dal vecchio al nuovo url. Se dunque trasferite url o domini usate sempre il 301 altrimenti addio Pr. Nel caso di WmTools, circa 2 anni fa c’e’ stato un cambio di questo tipo per trasferire i puntamenti dalla sotto-cartella in cui c’era il blog alla home page. Ma utilizzando subito il 301 nulla e’ andato perso. Motivo per cui mi sento di escludere anche questa ipotesi.
3) Abbassamento del Pr Algoritmico per Aumento innaturale dei backlinks nel tempo
C’e’ chi ritiene che il pr possa essere abbassato da Google in seguito ad un elevato e innaturale aumento dei backliks nel tempo (soprattutto se tali backlinks vengono da siti di bassa qualita’). Ad esempio se dall’oggi al domani ricevo 10 mila liks da pagine spam, la cosa’ puo’ danneggiare il mio sito. Questo fenomeno, in effetti, per quanto possa comportare delle penalizzazioni, in realta’ non implica mai un abbassamento di Pagerank. Un conto e’ la penalizzazione (e quindi una perdita di posizioni per certe keyword) e un’altra e’ il semplice abbassamento di Pr. Quindi, sempre per WmTools, tale ipotesi deve essere esclusa a priori anche perche’, a tale dominio non e’ mai accaduto nulla di simile.
4) Abbassamento del Pr “di massa”.
C’e’ anche chi ritiene che il pagerank si sia abbassato in modo proporzionale in tutti i siti web, nel giorno in cui Google ha effettuato un ricalcolo globale del Pr di tutti i siti mondiali. Questo e’ vero, ed e’ un fenomeno accaduto molti mesi fa. WmTools pero’, come tutti gli altri siti, aveva gia’ subito questa riduzione, e il suo pr si era stabilizzato a livello 5 da molto tempo. Inoltre, anche se la riduzione fosse avvenuta in seguito a questo fenomeno il pr di wmtools non sarebbe mai passato da pr5 a pr3 nell’arco di pochi giorni. Quindi, anche tale ipotesi, nel caso di WmTools e’ assolutamente da scartare.
5) Abbassamento del Pr per Vendita Links
C’e’ un’ultima ipotesi di abbassamento del pagerank che puo’ derivare dalla vendita di links.
Google circa 1 anno e mezzo fa ha dichiarato battaglia alla vendita di links, dichiarando ufficialmente che i siti web che adottavano questa pratica avrebbero subito un abbassamento di Pr. Cio’ e’ realmente accaduto e, quotidianamente accade ancora oggi (con maggiore intensita’) per molti siti web che vendono links. La rilevazione dei siti che vendono links puo’ essere fatta tramite segnalazione manuale tramite il pannello di Webmaster Tools di Google dove, i quality raters, analizzeranno manualmente il sito prima di applicare la riduzione di Pr. Non e’ da escludere pero’ (e, per esperienza posso confermarlo) che Google abbia gia’ sviluppato un algoritmo capace di rilevare in modo automatico tali links a pagamento e, di conseguenza, che possa infliggere tale riduzione del PR in modo automatico/algoritmico senza l’intervento dei quality raters. Ora pero’ nascono 2 domande spontanee:
1 – I Quality raters, per quanto siano esperti, come possono essere sicuri che quel link presente nel nostro sito sia davvero a pagamento?
2 – L’algoritmo per la rilevazione dei links a pagamento, se esiste davvero, e’ infallibile? E puo’ fare un lavoro migliore o peggiore dei quality raters?
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Il caso WmTools
Per rispondere alle 2 domande qui sopra, riprendero’ in mano il caso di WmTools.
Il motivo dell’abbassamento del PR di WmTools, puo’ essere ricondotto infatti ad 1 sola ipotesi tra quelle sopra elencate. Ovvero la vendita di links.
Per prima cosa dobbiamo quindi chiederci:
1) Quali links sono stati venduti su Wmtools?
2) L’abbassamento di pr per la vendita di questi links e’ stato algoritmico o manuale?
Ecco le risposte…
1) No, non sono mai stati venduti links a nessuno. Questo sito e’ troppo importante e strategico per poterlo “sprecare” nella vendita di links. Ok, se mi pagassero 5000 euro al mese per ogni links venduto forse chiuderei un occhio
. Ma la realta’ e’ che i pochi spiccioli che potrei guadagnare vendendo links su questo sito non giustificherebbero mai tale scelta . Morale, non e’ mai stato venduto nessun link ne’ lo sara’ fatto in futuro.
La risposta successiva invece e’…
2) L’abbassamento del Pagerank e’ stato fatto manualmente. In seguito a segnalazione tramite il Webmaster Tools.
Perche’ e’ successo questo?
Per prima cosa devo dire che questo non e’ il primo dominio dove ho subito un abbassamento di Pr. Da molto tempo gestisco tanti domini (soprattutto in lingua inglese), da pr1 a pr7, dove ho testato e ritestato un po’ di tutto, compreso ovviamente la vendita di links e le relative “penalizzazioni”.
Ora, per motivi di tempo, non analizzero’ tutte le possibili cause per cui l’algoritmo di Google puo’ correttamente o erroneamente rilevare un links a pagamento. Ma ne diro’ comunque una delle piu’ importanti. Ovvero la presenza di links a siti non a tema. Questa e’ una delle piu’ importanti e frequenti variabili su cui l’algoritmo di Goolge o lo stesso quality rater puo’ prevedere l’esistenza di un link a pagamento (le altre cause per cui cio’ avviene saranno discusse durante il Seo Web Marketing Experience).
In realta’ su WmTools non ci sono links “fuori tema” o meglio, potrebbero essercene, ma non sono stati quelli il motivo della penalizzazione. Se vedi i links presenti in questo sito, ad eccezione dei link presenti nei vari blog-post (tutti ovviamente coerenti con i contenuti del sito e dell’argomento), gli unici links potenzialmente “sospetti” sono quelli sulla destra, nella side bar, ovvero:
* 3 Web Marketing
* Business Plan
* Corso Marketing
* Direct Marketing
* Web Marketing Forum
Il primo links punta ad un corso gratuito di web marketing ed e’ perfettamente a tema. Il 2°, 3° e 4° links potrebbero essere “sospetti” in quanto non perfettamente a tema (si parla di marketing, direct-marketing e business plan, non esclusivamente di web marketing). Il 5° links punta ad un ottimo forum di web marketing.
Quindi il 2°, 3° e 4° links potrebbero essere la causa di un’abbassamento algoritmico del pr. Peccato pero’ che quei links ci sono da diversi anni mentre, l’abbassamento di pr e’ avvenuto soltanto poche settimane fa, verso meta’ novembre 2008 quando….
Un Link “sgradito”
A meta’ novembre 2008, ho deciso di aggiungere su WmTools un link al sito WebMarketingForum.it, un sito perfettamente a tema e di cui apprezzo molto i contenuti.
In contemporanea, pochi giorni prima, avevo anche segnalato un’utile guida, realizzata sempre dallo stesso autore di tale forum, a tutti i miei iscritti (circa 90 mila persone) e sullo stesso blog di Wmtools, evento che probabilmente ha attirato gli sguardi e l’interesse di diversi operatori del settore.
Fatto sta che, a distanza di circa 7 giorni dalla pubblicazione di tale links su WmTools, il pagerank del sito e’ crollato da pr5 a pr3.
Ora, se si fosse trattato di un abbassamento algoritmico del PR, tale fenomeno doveva manifestarsi molto tempo prima, quando avevo inserito i links a risorse meno tematiche quali il Business Plan, Direct Marketing e il Corso di Marketing (anche se ritengo che tali risorse siano sufficientemente a tema per essere pubblicate in questo sito).
L’abbassamento di Pr e’ invece avvenuto SOLTANTO e SUBITO DOPO dopo la pubblicazione del link a WebMarketingForum.it. E per la precisione 7 giorni dopo l’inserimento del link, un tempo tecnicamente in linea con gli abbassamenti manuali di Pr che ho gia’ sperimentato in altri casi.
Cosa e’ successo dunque?
La mia ipotesi, come dicevo, e’ che piu’ persone nello stesso intervallo di tempo abbiano segnalato WmTools nello spam report del WebMaster Tool di Google, indicando tale sito come risorsa che vende links. I quality raters di Google, dopo un’analisi manuale hanno ritenuto che i links presenti nella side bar su WmTools avessero le caratteristiche idonee per poter essere considerati links a pagamento e, di conseguenza, ne hanno abbassato il Pr.
Nel caso dei Quality Raters di google pero’, ritengo che a decretarne la scelta, non sia stato il link a WebMarketingForum.it, quando piuttosto gli altri 3 links (meno tematici). Links che pero’ lo stesso algoritmo di google non aveva mai riconosciunto come links a pagamento (segno che, giustamente, i parametri dell’algoritmo sono piu’ “restruttivi”), altrimenti tale abbassamento si sarebbe gia’ verificato molti mesi prima, quando tali links furono pubblicati. Da notare anche che ho detto che la segnalazione e’ stata fatta da “piu’ persone nello stesso intervallo di tempo…”, questo perche’ ritengo che Google debba automaticamente scartare e/o scegliere tali richieste basandosi anche sulla quantita’ di segnalazioni che riceve, oltre che ad altri parametri tecnici e/o di contenuto del sito incriminato (quindi una sorta di pre-analisi algoritmica prima di passare la richiesta ai quality raters).
Cosa succedera’ adesso?
Niente. Sinceramente non mi preoccupo molto di questo abbassamento di Pr dal momento che il ranking per tutte le keyword e’ rimasto invariato. Si’, e’ vero, non e’ mai bello sapere che qualcuno cerca di metterti i bastoni tra le ruote, ma del resto questo e’ il gioco della vita, del mercato e della concorrenza.
Dal momento pero’ che la 3a domanda del mio quiz era: “Secondo te ci ripristinano il Pr se facciamo una reinclusion request ?”, oggi stesso provvedero’ a fare la richiesta di reinclusion request per vedere che cosa succede.
Dal mio punto di vista comunque, dato anche che non intendo fare nessuna modifica ne’ al sito ne’ ai links (che ritengo perfettamente leciti), la mia risposta a questa 3a domanda e’ semplicemente “no”. Ovvero non credo che ci ripristineranno il Pagerank (stiamo comunque a vedere) o comunque, nel caso lo facciano, ci vorra’ un po’ di tempo (a causa dei tempi del ricalcolo e dell’esportazione del Pr).
Il vincitore
Dopo aver espresso le mie ipotesi per questo abbassamento di Pr passiamo alla scelta del vincitore, sulla base delle risposte pubblicate qui. Ovviamente non e’ facile decretare un vincitore in modo assoluto e “definitivo considerata la natura “aleatoria” di queste variabili e degli algoritmi di Google molti di voi sono andati vicini alla soluzione. Ma ci provero’ lo stesso. Vi prego quindi di accettare fin d’ora le mie scuse per la discutibilita’ di tale scelta ma, come dicevo qui sopra, la natura incerta di questa materia rende le cose non semplici.
Ok, rullo di tamburi…. trrr , trrr, trrr, trrr…
Il vincitore di questo appassionante quiz e’: Fabio Visentin.
Questa e’ la sua risposta pubblicata sul nostro sito:
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Imho da esperienza simile
1. secondo me è abbassato non per perdita di link ma dovuta a una penalizzazione di link a pagamento o presunti tali
2. algoritmicamente
3. no bisogna aspettare il ricalcolo ma non si sa mai tentar non nuoce
Fabio Visentin
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Nonostante la sua seconda risposta non corrisponda con la mia ( io ritengo infatti che, nel caso specifico di Wmtools, la causa scatenante sia stata una segnalazione manuale e non algoritmica), la prima risposta centra pienamente il bersaglio dove lui dice “non per perdita di link ma dovuta a una penalizzazione di link a pagamento o presunti tali”. Anche la terza risposta e’ in linea con le mie ipotesi.
Congratulazioni quindi a Fabio (che contatteremo oggi stesso per comunicargli il risultato).
Prima di lasciarvi vorrei comunque che, al di la’ del vincitore, prendiate la “parte piu’ interessante” di questo post, ovvero l’analisi delle possibili cause di abbassamento di Pr analizzate finora. Gli algoritmi di Google sono in continua evoluzione e le sue strategie per combattare lo spam e falciare la compravendita di links e le matrici artificiali stanno diventando sempre piu’ complesse e “severe”.
Se fino a ieri il mantra di un Seo era “voglio essere nelle prime posizioni” credo che, nel prossimo futuro, il nuovo mantra del Seo sara’ “non voglio perdere le prime posizioni” o, peggio, “non voglio essere penalizzato”. Per ora mi fermo qui, prima che l’argomento diventi troppo “scottante” (per chi comunque volesse approfondire potra’ farlo qui ).
Buon posizionamento ![]()
Enrico Madrigrano
Web Analytics Strategies 2009 (WAS)
Martedì 17 e mercoledì 18 marzo si è svolto a Milano il WAS 2009, la prima edizione italiana del Web Analytics Strategies: l’evento è stato creato per diventare, nel tempo, il punto di riferimento principale per gli operatori del settore marketing e comunicazione. L’intenzione degli organizzatori è infatti quella di avvicinare i responsabili marketing di ogni settore alle risorse che possono offrire il web e le sue molteplici applicazioni, e, allo stesso tempo, creare un momento di incontro e di approfondimento per gli esperti di web analytics e search marketing in genere.
La mattina di martedì ha visto, dopo una breve introduzione, Giuseppe Fragola (Imetrix) e Cosimo Accoto introdurci il tema principale dell’appuntamento, ovvero la capacità dei media digitali di essere efficacemente misurabili, aspetto che non caratterizza i tradizionali mezzi di comunicazione analogici.
L’intervento, intitolato “Digital Media Measurement and KPI“, ha mostrato come questa particolare caratteristica dei media digitali rappresenti il loro punto di forza principale rispetto agli strumenti di advertising offline, insieme all’essere estremamente più economici e al fatto che possono coinvolgere l’utente in maniera attiva.
Dopo la pausa, è giunto il momento tanto atteso dalla maggior parte dei partecipanti al WAS, ovvero l’intervento di Eric Peterson, esperto di web analytics di fama internazionale e rinomato consulente aziendale, nonchè autore del volume “Web Analytics Demystified“.
Si è trattato di un contributo davvero molto stimolante, arricchito da una forte abilità nel coinvolgere il pubblico e nel far comprendere anche i concetti più complessi con frasi semplici ed incisive: l’esperienza maturata sul campo della consulenza si fa sicuramente sentire.
L’idea chiave di Peterson richiede di, dove aver pianificato i propri obiettivi, investire necessariamente al 50% nelle persone e al 50% nella tecnologia: questo perchè i dati semplici non hanno alcun significato, se non vengono interpretati ed analizzati da persone qualificate, in grado di usarli per individuare suggerimenti e alternative interessanti.
Andrea Cappello (Studio Cappello) e Marco Loguercio (SEMS) ci hanno parlato invece dell’importanza dei Key Performance Indicators, fondamentali per poter misurare gli effetti delle strategie adottare nel search engine marketing: abbiamo visto quanto sia importante definire KPI ad hoc per ciascuna campagna SEM che viene intrapresa, di modo da ottimizzare al massimo il budget che abbiamo a disposizione e, di conseguenza, il ROI.
L’uso della web analytics nel campo dell’email marketing è stato il tema affrontato da Marco Rivosecchi (Kiwari): tra gli argomenti toccati, la differenza tra profili dichiarati ed osservati e la categorizzazione dei settori di interesse per i singoli utenti per identificarne il comportamento come consumatori.
La giornata del 17 si è quindi conclusa con l’intervento di Salvatore Ippolito (Microsoft Advertising Italia), che ci ha parlato della forte diffusione dei social network, e quello di Laura Paxia (Web Analytics Association, Imetrics), relativamente al ruolo fondamentale che sta avendo l’uso del video all’interno delle nuove strategie di marketing. Le nuove tecnologie ci permettono oggi di analizzare le azioni che compiono gli utenti durante la visualizzazione dei contenuti video (fermare, interrompere, tornare indietro), dandoci moltissime informazioni sul gradimento e sul coinvolgimento.
Come prima esperienza, devo dire che questa prima giornata del WAS mi è sembrata abbastanza impegnativa: gli interventi sono stati davvero numerosi, anche se mi aspettavo maggiori approfondimenti nei temi trattati. La sensazione che ho avuto è stata quella di una serie di contenuti stimolanti, ma estremamente generici, molto più interessanti per un pubblico composto esclusivamente da chi ancora non conosce questo argomento, piuttosto che per un pubblico di “addetti ai lavori”.
post scritto da Chiara Faggella
Buy tourism online, versione light
Dopo la prima edizione, che ha riscosso un grande successo, gli organizzatori della BTO (Buy Tourism Online) hanno deciso di fare una seconda versione “light” di questo evento dedicato al turismo online.
Due giorni formativi (6 e 7 aprile 2009) per parlare ancora una volta di web e turismo e di come promuovere al meglio le strutture ricettive su Internet. Ecco il programma:
Lunedì 6 Aprile 2009
- ore 8.30: registrazione partecipanti
- ore 9.00: apertura manifestazione
- 0re 9.30 – 13.00: Google University
GOOGLE a buy tourism online: Questa Training Session è una straordinaria occasione di approfondire gli strumenti legati all’universo Google: AdWords, per avere sempre più risultati perfettamente misurabili, un controllo totale sul target, sulla spesa e sul rendimento di tutti i propri annunci, AdSense, Google Alert… Per il taglio molto operativo della Training Session, si consiglia di venire muniti del proprio portatile con batteria carica al 100% e predisposto a collegarsi con internet in modalità WI-FI.
- 0re 14.30 – 17.30: Google University
Martedì 7 Aprile 2009
- Ore 9.00 – 11.45: Investire sull’online. Cambi di strategia per superare le crisi del turismo
- Ore 12.00: Il Marketing Relazionale in INTERNET: come funziona, come utilizzarlo
- Ore 14.30 – 15.50: Rate Tiger La distribuzione elettronica del nuovo millennio
- Ore 15.50 – 17.10: Expedia. Aumentare la visibilità e massimizzare le vendite
- Ore 17.15 – 17.55: Strategie di gestione della reputazione online
- Ore 18: Conclusione lavori. Presentazione dell’edizione 2009 di BTO
L’ingresso è gratuito per i primi 300 che si iscrivono, qui trovate maggiori informazioni.
Seo Web Marketing Experience 2009 – Tu ci sarai ?
Tra poche settimane si svolgera’, a Roma, Milano e Londra il nuovo corso internazionale Seo Web Marketing Experience dedicato ai temi piu’ cruciali del momento e frutto di oltre 10 anni di esperienza e sperimentazione pratica sul campo.
Nella prima parte del corso saranno affrontate le ultime novita’ relative agli algoritmi dei principali motori di ricerca e alle penalizzazioni di Google, in particolare quelle piu’ “infide” e difficili da individuare.
Nella seconda parte si affronteranno gli elementi “chiave” per aumentare le vendite e i risultati del proprio sito: dall’ottimizzazione delle Landing Page, all’utilizzo degli split-test per incrementare il Roi e le vendite, attraverso esempi reali case history piuttosto “imbarazzanti”.
Nell’ultima parte si parlera’ invece dei grossi cambiamenti che ci aspettano, col nascere del nuovo Web Marketing 3.0 e le sfide della recente crisi economica.
Non mancheranno ospiti d’eccezione, personaggi molto famosi del panorama del web marketing italiano, la cui identita’ sara’ rivelata nei prossimi giorni.
Per ora non posso dire altro a parte, ovviamente, che io ci saro’.
E tu?
A presto…
Enrico
Novità dal Search Engine Strategies di Londra, 2009
Il Search Engine Strategies di Londra si è tenuto la settimana scorsa dal 17 al 19 febbraio 2009, tre giornate dense di appuntamenti con autorità di livello internazionale – una finestra sul mondo dei motori di ricerca e del Web Marketing.
Pubblichiamo un post scritto da parte di un ospite d’eccezione: Sante Achille, che era al Ses con due interventi. Sentiamo cosa ci racconta…
In 40 sessioni di lavoro, molti sono stati gli argomenti oggetto di discussione e presentazioni – questi sono alcuni degli argomenti più importanti.
Prende piede in maniera significativa il Social Media come strumento complementare da utilizzare nella promozione online. Diversi relatori, soprattutto dagli Stati Uniti, hanno illustrato delle case history di aziende che utilizzano le reti sociali per incrementare il brand awareness e fare branding.
Altro argomento che ha trovato molto spazio è stato il reputation management - la gestione della propria reputazione online. Anche questa attività è diventata “mainstream” ovvero attività che viene svolta regolarmente per proteggere la propria immagine e reputazione online. Nei mercati in cui il web è più evoluto che da noi, questa attività è presa molto sul serio e sono stati presentati casi in cui la mancanza di una strategia di reputation management ha comportato una notevole perdita di denaro ed ulteriori danni all’immagine aziendale. L’esempio più significativo presentato è stato di una grande azienda (americana) ed il lancio di un nuovo prodotto tutto incentrato su uno slogan. Dall’interno c’è stata una fuga di notizie … nel primo giorno del lancio della campagna mediatica cartelloni pubblicitari e spot televisivi hanno inondato TV, stazioni ferroviarie, metropolitane, generando query nei motori di ricerca per quella frase ad effetto – peccato che il primo sito che appariva come risultato della ricerca era di terzi che parlava male dell’azienda. Il danno all’immagine è stato enorme. Il costo per chiudere il sito $ 400.000,00
Altro strumento che in rete sembra trovare un posto al sole è Twitter. Pur essendo uno strumento molto di nicchia, chi lo utilizza a fini di marketing riporta risultati molto positivi. Per Twitter si è parlato di una piccola realtà nel business della produzione di T-Shirt personalizzate che sviluppa un notevole volume di traffico provenienti dal cinguettio di Twitter. È diventato molto di modo utilizzare Twitter come strumento di comunicazione in tempo reale anche ad eventi e conferenze: moltissimi partecipanti alla conferenza inviavano Tweets per comunicare informazioni e formulare domande ai relatori della conferenza: ad uno delle sessioni dove ero relatore sono arrivate diverse domande dei partecipanti da Twitter.
Volendo fare una riflessione più generale che va oltre gli aspetti tecnici degli argomenti presentati emerge chiaramente la tendenza di un ampliamento del raggio di azione del web: non più un sito prevalentemente dei contenuti testuali, ma il luogo della comunicazione multimediale dove immagini, video e contenuti sono tutti protagonisti a pari merito, anzi i video sembrano giocare un ruolo di crescente importanza ed in un futuro non troppo lontano potrebbero diventare di importanza strategica, all’aumentare della banda disponibile.
Ho partecipato a diverse conferenze negli ultimi 6 anni. Ogni ritorno è sempre stato segnato da entusiasmo ed attività frenetiche per implementare le novità che riportavo dall’Estero.
Questa volta è diverso.
Perché ? Perché i cambiamenti in atto non sono come quelli che finora ho visto, ma sono di gran lunga più importanti ed impegnativi: questa volta non si tratta di cambiare strategia, aggiungere più link esterni, fare una ottimizzazione on site più aggressiva, ma quello che chiamerei un paradigma shift, una modifica al modo di percepire ed utilizzare il sito che deve essere posto al centro delle attività aziendali e non può (più) rimanere nell’ombra a raccogliere polvere virtuale – pena la perdita di visibilità che equivale alla perdita di opportunità di mercato.
Forse mi sbaglio ma non vedo le nostre piccole e medie imprese pronte o preparate a fare questo cambiamento (= investire molto di più nel web).
Di recente ho parlato con una azienda del nord a cui cercavo di far capire che la creazione di un video che descrive caratteristiche e funzionalità di una macchina a controllo numerico è una attività importante, così come la creazione di contenuti di qualità per le attività di nicchia devono essere svolte direttamente dall’azienda che non deve rivolgersi all’esterno per trovare un SEO che deve fare “le sue cose” per posizionare il sito nei motori di ricerca.
Comunque c’è speranza. Un Cliente a cui parlavo dei blogs da 3 anni ha finalmente visto la luce. Durante una recente conversazione telefonica mi spiegava con entusiasmo quanto fosse importante un blog per la sua attività.
Meglio tardi che mai.
Post scritto da Sante Achille che ha tenuto 2 speech al Ses di Londra, (vedi anche le foto dell’evento).
Anche la fotografia in time-lapse sbufala gli sciachimisti
Video HD accelerati a basso costo: basta una fotocamera
Il time-lapse (ripresa a un fotogramma ogni tot secondi) è un ottimo strumento per esplorare le dinamiche di eventi troppo lenti per essere studiati dal vivo, come per esempio l’evoluzione delle nuvole. Ho già proposto un metodo per usare una webcam per generare video di questo genere a basso costo, ma è una soluzione limitata dalla risoluzione della webcam e impegna il laptop.
Così oggi ho provato a usare la funzione di scatto periodico della mia fotocamera digitale, e ne è venuto fuori un video in time-lapse in alta risoluzione (avrei potuto arrivare a 3000 pixel di larghezza, ma mi sono accontentato di 1280×960) che documenta in 14 secondi mezz’ora di bel tempo sopra il Maniero digitale oggi pomeriggio.
Che c’entrano le scie chimiche? Semplice: gli sciachimisti dicono che quando non si vedono scie in cielo, è perché quel giorno gli aerei non volano. Certo, perché il traffico aereo civile si prende interi giorni di pausa.
Molto più banalmente, gli aerei volano lo stesso, ma se non rilasciano scie di condensa non sono molto visibili; anzi, passano quasi inosservati, come posso confermare per esperienza. Avrei giurato che nella mezz’ora non era passato neanche un aereo, ma sfogliando i fotogrammi ne ho invece pescati parecchi.
Se la cosa v’interessa, le istruzioni per realizzare questo tipo di ripresa, il video in questione e i fotogrammi con gli aerei nascosti sono qui sul blog La Bufala delle Scie Chimiche, dove sto radunando tutto il materiale per non appestare il Disinformatico con quest’argomento.
Antibufala: appello per Reachelle, bambina scomparsa
Appello per Reachelle: autentico, ma mancano dati essenziali
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ww_80″ e “pony23×16″.
Un lettore, Edi, mi segnala questo appello che riguarda una bambina scomparsa e che gli è arrivato con una curiosa miscela di lingue:
ZADEVA: POGREŠAJO 3 LETA STARO DEKLICO – POSREDUJ NAPREJ
IF YOUR CHILD WAS MISSING WOULDN’T YOU PRAY THAT EVERYONE PASSED THIS EMAIL ON?!!!
PLEASE DO THE RIGHT THING AND LOOK AND FORWARD.
A 3-year-old girl named Reachelle Marie Smith is missing
You never know where this e-mail could end up and I’m not going to stop passing this one around if it means a little girl can be found!!!
Please spread this picture far and wide….You just never know.someone you know, might know her!
PREDEN IZBRIŠETE, POGLEJTE OTROKA. STORITE TO ŠE ENKRAT! SEDAJ POŠLJITE SPOROČILO NA VSE VAŠE ZABELEŽENE NASLOVE! TO VAM VZAME 10 SEKUND! HVALA!
Michael Tuck
54 Hawkswell Close
WokingBEFORE YOU DELETE THIS, LOOK AT THE CHILD. DO IT AGAIN.
NOW SEND IT TO ALL IN YOUR ADDRESS BOOK. IT TAKES ONLY 10 SECONDS. THANK YOU!
L’appello è accompagnato dall’immagine mostrata qui sopra.
A differenza di molti appelli di questo genere circolanti su Internet, questo è autentico, ma nella versione circolante mancano molti dettagli importanti, compreso chi contattare in caso di avvistamento presunto, e ve ne sono alcuni ingannevoli, per cui a mio parere non va inoltrato nella sua forma attuale.
Per esempio, il signor Tuck di Woking non c’entra nulla: è probabilmente uno dei tanti che hanno inoltrato l’appello. Secondo Hoax-Slayer.com e Snopes.com, che citano fonti FBI e forniscono molti dettagli sulla vicenda, la bambina, Reachelle Marie Smith, è stata effettivamente oggetto di un Amber Alert, un bollettino diramato dalle autorità ai media negli USA e in Canada per segnalare la scomparsa di bambini.
Fu vista l’ultima volta alla propria abitazione a Minot, nel North Dakota, dall’adulto che l’accudiva intorno all’una del mattino del 17 maggio 2006. Probabilmente fu rapita da Leigh Cowen, convivente della zia della bambina, che ne era l’affidataria. Cowen fu trovato morto suicida il 22 maggio. Reachelle non è mai stata trovata, e l’Amber Alert è stato ormai revocato. La bambina aveva tre anni all’epoca della foto; oggi ne avrebbe sei.
Chiunque avesse notizie di lei dovrebbe contattare l’FBI a queste coordinate, senza le quali l’appello è quasi inutile.
Autocostruirsi un pannello solare
Chris van der Zwaal è un olandese che ha ideato un sistema per autocostruirsi un pannello solare. La sua prima mossa è stata quella di procurasi le celle solari acquistandole usate su eBay. Le prime 100 le ha pagate 300 euro. Poi ha proseguito la ricerca per acquistarne altre e sempre su eBay ne ha trovate 500. E racconta:
Ebbene ho deciso di acquistare 500 celle, un mix di 3 diverse qualità. Il venditore non aveva contato queste celle, ne erano circa 620, ridotte a 500, in discreto stato, dopo una prima selezione. Non è un pessimo affare per iniziare. E molto meno costoso!
Per proteggere il pannello dall’acqua e dal vento deve anche progettare una doppia protezione in vetro. Scrive Chris:
La soluzione più conveniente per me è fare un doppio vetro e mettere le celle tra le due lastre. Il pannello è costituito da 12 celle, ciascuna da 0,55 Volt.
Autocostruirsi un pannello solare
Ha collegato ogni cella con fili elettrici viola così potrà misurarne singolarmente l’efficienza. Nota Chris che la saldatura gli porta via un po’ di tempo e che richiede un po’ di pratica. Dopo un po’ di giorni riesce a montare il pannello ed è pronto per testarlo al timido sole olandese.
Dice Chris:
Finalmente il sole splendeva (non molto sole qui all’inizio di febbraio) e ho poturo fare la prima misurazione: 15,5 Watt. Secondo le specifiche, il pannello deve dare un massimo di 12 W x 1,75 = 21 Wp. Tenuto conto del fatto che il vetro toglie il 10% circa della potenza, senza il vetro sarebbe stato di circa 17 Watt. Mi aspetto che durante l’estate con il sole più alto all’orizzonte ci sarà una potenza maggiore … Sto usando vetri normali da 4 mm (0,16 pollici) perché costa poco. Se ci si guarda intorno ci sono molti posti in cui le lastre di vetro sono disponibili, come le case vecchie e dove il vetro lo si può ottenere gratuitamente…
Un po’ di’ problemi Chris li ha riscontrati per l’eccessivo riscaldamento del pannello. Secondo lui una possibile soluzione potrebbe essere quella di diminuirne le dimensioni. Tra l’altro incollare i vetri ha usato una colla professionale, ma sembra non sia stata molto utile.
Dunque, Chris per il suo secondo pannello studia una serie di miglioramenti per la chiusura del vetro. Dice Chris:
Una soluzione al problema della temperatura può anche essere quello di rendere il divario tra le 2 lastre di vetro più piccolo. Così il calore viene dissipato in maniera più omogenea sia nella parte anteriore sia posteriore (quindi migliora anche la capacità di raffreddamento). La distanza, tra le due lastre di vetro nel secondo pannello è ora di 1,5 mm (0,059 pollici) e così ho reso anche il sistema di chiusura molto più facile e quindi migliore.
Con questo sistema di riciclo a Chris un pannello è costato 1 ,20 euro per Wp (o addirittura anche meno…).
» Il Blog di Chris (in olandese)
» Tutorial per autocostruirsi un pannello solare
Via | Zeus News, Olino
Foto | Olino
Web Analytics Strategies 2009 (WAS)
Martedì 17 e mercoledì 18 marzo si è svolto a Milano il WAS 2009, la prima edizione italiana del Web Analytics Strategies: l’evento è stato creato per diventare, nel tempo, il punto di riferimento principale per gli operatori del settore marketing e comunicazione. L’intenzione degli organizzatori è infatti quella di avvicinare i responsabili marketing di ogni settore alle risorse che possono offrire il web e le sue molteplici applicazioni, e, allo stesso tempo, creare un momento di incontro e di approfondimento per gli esperti di web analytics e search marketing in genere.
La mattina di martedì ha visto, dopo una breve introduzione, Giuseppe Fragola (Imetrix) e Cosimo Accoto introdurci il tema principale dell’appuntamento, ovvero la capacità dei media digitali di essere efficacemente misurabili, aspetto che non caratterizza i tradizionali mezzi di comunicazione analogici.
L’intervento, intitolato “Digital Media Measurement and KPI“, ha mostrato come questa particolare caratteristica dei media digitali rappresenti il loro punto di forza principale rispetto agli strumenti di advertising offline, insieme all’essere estremamente più economici e al fatto che possono coinvolgere l’utente in maniera attiva.
Dopo la pausa, è giunto il momento tanto atteso dalla maggior parte dei partecipanti al WAS, ovvero l’intervento di Eric Peterson, esperto di web analytics di fama internazionale e rinomato consulente aziendale, nonchè autore del volume “Web Analytics Demystified“.
Si è trattato di un contributo davvero molto stimolante, arricchito da una forte abilità nel coinvolgere il pubblico e nel far comprendere anche i concetti più complessi con frasi semplici ed incisive: l’esperienza maturata sul campo della consulenza si fa sicuramente sentire.
L’idea chiave di Peterson richiede di, dove aver pianificato i propri obiettivi, investire necessariamente al 50% nelle persone e al 50% nella tecnologia: questo perchè i dati semplici non hanno alcun significato, se non vengono interpretati ed analizzati da persone qualificate, in grado di usarli per individuare suggerimenti e alternative interessanti.
Andrea Cappello (Studio Cappello) e Marco Loguercio (SEMS) ci hanno parlato invece dell’importanza dei Key Performance Indicators, fondamentali per poter misurare gli effetti delle strategie adottare nel search engine marketing: abbiamo visto quanto sia importante definire KPI ad hoc per ciascuna campagna SEM che viene intrapresa, di modo da ottimizzare al massimo il budget che abbiamo a disposizione e, di conseguenza, il ROI.
L’uso della web analytics nel campo dell’email marketing è stato il tema affrontato da Marco Rivosecchi (Kiwari): tra gli argomenti toccati, la differenza tra profili dichiarati ed osservati e la categorizzazione dei settori di interesse per i singoli utenti per identificarne il comportamento come consumatori.
La giornata del 17 si è quindi conclusa con l’intervento di Salvatore Ippolito (Microsoft Advertising Italia), che ci ha parlato della forte diffusione dei social network, e quello di Laura Paxia (Web Analytics Association, Imetrics), relativamente al ruolo fondamentale che sta avendo l’uso del video all’interno delle nuove strategie di marketing. Le nuove tecnologie ci permettono oggi di analizzare le azioni che compiono gli utenti durante la visualizzazione dei contenuti video (fermare, interrompere, tornare indietro), dandoci moltissime informazioni sul gradimento e sul coinvolgimento.
Come prima esperienza, devo dire che questa prima giornata del WAS mi è sembrata abbastanza impegnativa: gli interventi sono stati davvero numerosi, anche se mi aspettavo maggiori approfondimenti nei temi trattati. La sensazione che ho avuto è stata quella di una serie di contenuti stimolanti, ma estremamente generici, molto più interessanti per un pubblico composto esclusivamente da chi ancora non conosce questo argomento, piuttosto che per un pubblico di “addetti ai lavori”.
post scritto da Chiara Faggella

















































