Google Buzz: Oltre i Messaggi di Stato
A inizio febbraio 2010 Google ha lanciato un nuovo servizio “social”: Google Buzz.
Il servizio, in questa fase iniziale, è stato integrato in Gmail. In pratica BigG ha trasformato la nostra casella di posta in una sorta di social network, una via di mezzo tra Facebook e FriendFeed.
Il pay-off utilizzato da Google per Buzz è “Oltre i messaggi di stato“. Con Google Buzz, infatti, oltre ai propri aggiornamenti, è possibile condividere foto, video ed iniziare conversazioni con i propri contatti. Google Buzz estrae automaticamente le immagini dai link, riproduce i video inline, e permette di sfogliare rapidamente le foto in formato grande.
Inoltre si può collegare Google Buzz con i propri account Flickr, Picasa, Twitter, Google Reader, e altri ancora.
Il fatto che non sia possibile collegare il proprio account Facebook con Google Buzz lascia pensare ad un possibile dualismo tra i due servizi, soprattutto dopo l’acquisto di FriendFeed da parte di Facebook. Gli account Gmail attivi sono circa 176 milioni e difficilmente Buzz riuscirà a rubare quote di mercato significative a Facebook, che conta circa 400 milioni di utenti.
Subito dopo il lancio di Buzz si sono sviluppate due correnti di pensiero: quelli che lo vedevano come un utile strumento, una valida alternativa a Facebook, Twitter e FriendFeed, e quelli che invece vedevano Google Buzz come una minaccia per la loro privacy.
Si, perché, essendo Google Buzz integrato in Gmail, i contatti vengono prelevati dalla nostra rubrica di posta. Con la funzione auto-following Google voleva facilitare la configurazione iniziale, presentando un account già impostato per seguire alcuni contatti, ma non aveva fatto i conti con gli utenti. Infatti, a seguito dei numerosi commenti negativi, dopo solo una settimana, BigG ha dovuto fare un passo indietro, sostituendo il modello auto-follow (che prevedeva la selezione automatica delle persone da seguire tra quelle con cui l’utente interagisce maggiormente) con il modello auto-suggest.
E tu che ne pensi: sarà un altro flop, sull’onda di Google Wave, o un nuovo successo?
Riccardo Perini
Previsioni per il 2010-2011: Allacciatevi le cinture !
Tutti fanno le previsioni a fine anno. Io invece sono pigro e, non solo le faccio faccio con 2 mesi di ritardo, ma anche per 2 anni di anticipo !
Allacciatevi le cinture perche’, le previsioni che sto’ per sparare, faranno drizzare i capelli a molti.
Il 2010 e 2011 saranno due anni indimenticabili. In tutti i sensi. Vedremo dei cambiamenti economici, sociali e politici spettacolari. E di riflesso, dei grossi cambiamenti anche nel Web.
Ne ho gia’ parlato in diverse occasioni, in particolare quando ho portato la mia visione di Web 3.0. Ma qui faro’ un breve riassunto piu’ dettagliato, di cio’ che mi aspetto in questi 2 anni:
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CRISI ECONOMICA = l’Apocalisse
Il primo grosso cambiamento per il 2010 e 2011 sara’ di natura economica. Assisteremo ad un tracollo dei mercati finanziari e, di conseguenza, ad un implosione dell’economia mondiale di proporzioni indimenticabili.
Il ‘29 sarà, a confronto, un piacevole ricordo. La favola de “il peggio e’ passato” che ci hanno raccontato negli ultimi mesi, verra’ presto dimenticata.
A sostituirla ci sara’ la rabbia della massa che ha creduto alla favola, che ha perso il posto di lavoro o che c’ha rimesso i risparmi di una vita in borsa o in una delle (tante) banche insolventi. Gli “esperti” della finanza e della politica si chiederanno come sia potuto succedere (anche se era tutto chiaro e prevedibile da anni). Ma qualcuno iniziera’ a “risvegliarsi”.
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POLITICA E SOCIETA’ = Tutti contro tutti
In un mondo basato sul “denaro”, cosa succede quando l’economia va bene e i soldi ci sono? Tutti i politici sono bravi, buoni, onesti, generosi e meritano di essere rieletti (se non ci credi rileggi la storia da un’altra “angolatura”).
Cosa succede invece quando i soldi non ci sono, l’economia va male e le borse collassano? Tutti i politici non capiscono niente, sono dei ladri ed e’ colpa loro se l’economia e il mondo va male. Se la crisi economica e finanziaria di cui ho parlato qui sopra si verifica, allora… sapete gia’ che cosa aspettarvi.
La gente, piuttosto che prendersi le proprie responsabilita’, preferira’ incolpare i leaders e i sistemi politici attuali, trasformandoli in carne da macello. I nuovi regimi politici che nasceranno, nella maggior parte dei casi, saranno di natura piu’ dittatoriale e autoritaria di quelli esistenti.
Perche’ quando il Dio Denaro scarseggia, la gente e’ molto piu’ propensa a cedere la propria liberta’ ed i propri diritti per un pezzo di pane. Ma per fortuna, anche questa volta, qualcuno comincera’ a “risvegliarsi”.
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WEB 3.0 = il Risveglio
Il Web riflettera’ meravigliosamente, come uno specchio, questi grossi cambiamenti economici, politici e sociali che ci aspettano. Ma non solo.
Il Web diventera’ il “fulcro” e lo strumento chiave di questo cambiamento. Nei momenti di crisi e di panico generale a cui assisteremo, la gente non usera’ piu’ il web solo come strumento di “raccolta informazioni” (Web 1.0) o di “scambio/dialogo” (Web 2.0), ma anche come strumento di “cambiamento consapevole” (Web 3.0). Nei social, le masse disilluse, inizieranno ad organizzare “dal basso” una nuova trasformazione dei sistemi attuali.
Nasceranno molti nuovi “FaceBook” che, invece della “chiacchiera”, avranno come obiettivo principale l’azione e il cambiamento.
Il Web 3.0 sara’ quindi l’espressione chiara ed evidente di una nuova consapevolezza che, gia’ da ora, si sta diffondendo a macchia d’olio tra la gente. Una nuova consapevolezza fatta di persone che hanno fatto una scelta importante. La scelta’ di non lamentarsi piu’, di non cedere il proprio potere ad altri e, soprattutto, di prendersi le proprie responsabilita’.
Il 2010 e 2011 saranno gi anni in cui questi nuovi “semi” saranno piantati. Saranno anni difficili ma, i frutti che raccoglieremo, saranno meravigliosi.
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Questo e’, a mio parere, il nuovo web e il nuovo mondo che ci aspetta. Forse sono un pazzo visionario, ma questa e’ la cosa che profondamente sento._
Enrico Madrigrano
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Reputazione online: intervista ad Andrea Barchiesi
Andrea Barchiesi è Managing Director presso Reputation Manager, un marchio di ActValue Consulting & Solutions specializzato nelle tematiche reputazionali e di brand monitoring. Qualcuno lo avrà già conosciuto allo IAB Forum 2009, durante il workshop del 3 novembre, intitolato “Misurazione dei ritorni e degli impatti del Buzz Marketing”. Proprio il buzz è uno dei temi più caldi nel complesso panorama del web 2.0 in cui clienti e agenzie si muovono spesso con una certa fatica, relativa sia alle attività da intraprendere, sia alla misurabilità dei KPI: siamo partiti con la mini intervista precisamente da quest’ultimo punto.
Nella misurazione di un’attività di buzz marketing si privilegiano criteri qualitativi o quantitativi?
Possiamo dire i criteri quantitativi si costruiscono su quelli qualitativi. A monte di ogni campagna di buzz è necessaria la definizione di una metodologia di intervento multicanale incentrata su: obiettivo della campagna (informare, lenire criticità, promuovere), il modello di business dell’oggetto da “buzzare”, la sua relazione con i target di riferimento. La strategia così pianificata ci consente di individuare i luoghi e gli oggetti di discussione e confronto, così da poter stimare in termini quali-quantitativi l’effettivo impatto del buzz marketing in base alla relazione tra tipologia di stimolazione e feedback ricevuti. (more…)
L’autopromozione e il rischio dell”ecoismo” nel web 2.0
Dire che il web 2.0 facilita l’autopromozione può sembrare scontato. Blog e social network concedono a chiunque quel “quarto d’ora di celebrità” che prima era magari conquistato con molta più fatica e a caro prezzo. Oggi promuoversi sembra molto più semplice rispetto all’epoca del cartaceo e del web 1.0.
L’informazione viaggia molto velocemente e, grazie alla molteplicità di canali, è facile diffondere il proprio messaggio ed amplificarlo: basta pensare a come sia facile scrivere un post e segnalarlo ai vari aggregatori che portano traffico o ai social più frequentati come Facebook e Twitter. C’è chi automatizza il processo di diffusione grazie alle varie applicazioni per feed: tecnicamente è un percorso ineccepibile.
Ma a volte proprio la possibilità di dare eco al proprio messaggio diventa una bramosia così grande che copre il contenuto del messaggio stesso. Il desiderio di amplificazione, di aumento delle basi di ascolto, porta spesso a seguire cliché di successo che uccidono l’originalità. Il riportare la stessa notizia, la stessa opinione, lo stesso link, solo per mettersi in luce su piazze virtuali diverse, non è affatto social, anzi, nella sua degenerazione è anti-social, è quello che nel titolo del post ho chiamato “ecoismo”: la voglia matta di occupare gli spazi sociali con i propri contenuti, qualcosa di simile all’opera dei graffitari più spinti e border line, che deturpano con le proprie scritte i monumenti famosi. Esserci, mettere la firma, apparire: quando l’autopromozione si ferma qui, dimenticando il ruolo fondamentale dei contenuti e della maniera di porsi e relazionarsi, allora diventa “ecoismo”. (more…)
Chi compra un amico compra un tesoro?
Ha suscitato molta eco l’iniziativa dell’agency australiana uSocial di inserire tra i suoi servizi la possibilità di comprare amici e fans su Facebook. Si è acceso un dibattito sulla legittimità di un tale servizio, da cui Facebook ha preso subito le distanze nel tentativo di difendere quella “spontaneità” che il web marketing più “spinto” sembra minare ogni giorno. Sulla vicenda si possono fare molteplici commenti ma mi concentrerò principalmente su un punto: la differenza tra gli amici ed il concetto di amicizia.
Partiamo dagli amici: in un social network la definizione è fuorviante, soprattutto se si resta ancorati alla classica definizione di amico come persona con cui si ha un legame di affetto molto stretto. Ricordiamo, in primo luogo, che Facebook ci rappresenta, ci raffigura solamente: per quanto ci sforziamo noi non siamo mai del tutto quello che facciamo vedere su Facebook. Nella dimensione dell’apparenza, del fenomeno, della rappresentazione, la persona diventa personaggio ed anche il concetto di amico sfuma. Un profilo diventa mio amico semplicemente perché ha il mio stesso cognome o magari perché tifa per la stessa squadra. Posso avere molti amici che non conosco nemmeno di persona, con il proliferare di finti account posso giungere addirittura ad avere amici inesistenti, puri fantasmi con un nome che ottiene il semplice risultato di aumentare di un numero la casella degli amici.
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Crisi Economia: il peggio e’ passato? Evviva… allora prepariamoci al peggio!
Eccoci qui! Finalmente arrivano i messaggi rassicuratori che tutti stavamo aspettando: il peggio e’ passato, la crisi economica sara’ ormai solo un ricordo! E preparatevi perche’ questo sara’ il nuovo “mantra” dei prossimi giorni.
Peccato pero’, che quando i Media e i Politici iniziano a dirti che “il peggio e’ passato…” (vedia ad esempio questo o questo) allora e’ un chiaro segnale che e’ meglio iniziare a preoccuparsi.
Ne avevo gia’ parlato durante l’intervento sul Web 3.0 a Roma e Milano ma, personalmente, ritengo che la vera mazzata economica (e di conseguenza anche sociale, politica, etc.) debba ancora arrivare. Ma non manca molto.
Credo infatti che, questa volta, la crisi economica che sta per colpirci non sara’ dura, ne’ difficile. Sara’ semplicemente devastante. Molto piu’ di quella che abbiamo vissuto finora.
Non discutero’ nuovamente qui le premesse, le motivazioni e i dettagli del perche’ di questa mia visione. La buona notizia pero’ e’ che, se questa questa crisi economica si dovesse verificare (come credo), magari combinata con altre crisi (sociali, culturali, religiose, etc.) che seguiranno a ruota, sulla “spinta” di quella economica, bhe… alla lunga ci saranno molte ripercussioni positive.
Prima fra tutte il fatto che molte persone, che ancora credono alle favole, si risveglieranno.
Tra queste “molte persone” ci metterei, prima di tutto, quelle che nella nostra societa’ spesso chiamiamo persone “intelligenti” e “colte”. Persone bene informate, di spicco, magari con 2 o piu’ lauree, magari con un ruolo politico o sociale di rilevanza. Persone che dedicano le serate a guardare “Porta a Porta” e a criticare sul fatto che il Partito A e’ meglio del Partito B, o che il Politico X o la legge Y risolverebbe i problemi di tutto il mondo. Insomma, persone che non hanno capito un cazzo.
Comunque, se la crisi arrivera’ e sara’ devastante come ho ipotizzato, l’effetto nel medio-lungo periodo, sara’ estremamente salutare e positivo.
A volte una buona mazzata, sempre se non ci facciamo “prendere dal dramma”, ci aiuta a rinsavire e a riprendere quel “controllo” sulle scelte e sulla propria vita che spesso (purtroppo) deleghiamo ad altre persone o (peggio) alle istituzioni politiche, religiose, etc.
Comunque per restare in tema economico e di web marketing, che poi e’ l’obiettivo di questo blog, ho un paio di consigli personali da dare nel caso in cui la storiella de “il peggio e’ passato” non si dovesse concretizzare:
1) Difendete la vostra Nicchia
Se siete forti in un settore, e’ tempo di “rafforzare” ulteriormente le vostre compentenze specifiche in quel campo. Se ad esempio siete forti nel SEO, non credo che questo sia il momento giusto per “espandervi” in nuovi settori. Difendete le vostre competenze specifiche e “fatelo sapere” ai vostri clienti. Nei momenti di crisi sara’ molto piu’ facile restare a galla.
2) Createvi una Sotto-Nicchia
Se siete forti nel SEO e nel Web Marketing e’ tempo di creare servizi e pacchetti ancora piu’ specialistici e nicchiati, preferibilmente “di moda”. Ad esempio (le sparo come mi vengono) create pacchetti del tipo “Seo Twitter”, per il posizionamento su twitter, o il “Seo per Parrucchieri” per colpire proprio questa tipologia di target, o la “Gestione del Brand sui Social”, e cosi’ via. Nel marasma della concorrenza, sara’ molto piu’ semplice accaparrarsi nuovi clienti targhettizati e “affascinati” dalle mode (ovvero la maggioranza).
3) Risparmiate e andate “short”
“Cash is King” e’ sempre stato il giusto motto di chi fa soldi (on e off line). In periodi di crisi e di (probabile) deflazione questa regola vale 3 volte tanto. Se avete ancora soldi in borsa, eccetto forse un ultimo piccolo rally finale, credo che i tempi dei festeggiamenti stiano per terminare. Tirate i remi in barca o, se proprio volete ancora “giocare in borsa”, allora iniziate ad andare short. Credo che, nei prossimi mesi, avrete molte piu’ probabilita’ di vincere.
Nel frattempo lasciamo che la massa digerisca questa buona notizia de “il peggio e’ passato”. Fra qualche mese, ritornero’ sull’argomento per vedere cos’e’ successo. Intanto, pero’, sento puzza di bruciato.
Buon Web Marketing.
Enrico Madrigrano
Acquisizione clienti Online in 4 Mosse!
Oggi è possibile acquisire clienti online facendo innanzitutto leva sulle opportunità offerte dai motori di ricerca che, come ben sappiamo, promuovono ed incentivano l’incontro di domanda ed offerta di qualunque settore/mercato. In poche parole, se ti interessa intercettare potenziali clienti tramite internet, non devi fare altro che rendere disponibile la tua offerta a chi la cerca o, ancora meglio, nel momento stesso in cui la cerca e quindi ne è interessato.

Sono 4 i fondamentali passi da compiere per acquisire clienti online, in particolar modo per chi offre servizi.
1. Analisi della Domanda/mercato,
2. Creazione di “1” pagina che promuova ogni singolo servizio (landing page),
3. Posizionamento della pagina sui motori di ricerca,
4. Analisi dei risultati.
1. Analisi della Domanda/Mercato. Se il tuo è un servizio innovativo probabilmente sarai tu stesso a dover trovare il modo per “generare interesse e domanda”, ma se non lo è probabilmente i tuoi potenziali clienti lo stanno cercando in questo preciso istante su Google. Il primo passo da compiere è dunque scoprire quali parole/frasi i potenziali clienti cercano su Google quando desiderano informazioni sui servizi da te offerti. E’ possibile farsi un’idea approssimativa delle parole e dei volumi di ricerca tramite un tool gratuito: Google Keyword Tool. Fai quindi una lista delle parole che secondo te meglio identificano il tuo servizio e cercale utilizzando il tool segnalato. Ti raccomando di selezionare il tipo di corrispondenza “esatto” per ottenere dati maggiormente affidabili.
2. Creazione di 1 pagina, detta landing page. Se offri 1 solo servizio allora potresti dotarti anche di 1 singola pagina web finalizzata alla promozione e descrizione del servizio. La landing page è la pagina che deve innanzitutto attirare l’attenzione del cliente per indurlo a leggere ciò che hai da dirgli ed alla fine incentivarlo a compiere l’azione che desideri, come ad esempio l’invio di un form per la richiesta di informazioni o offerte (video: cosa è una landing page). Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione (AIDA) devono esser generati in sequenza nella vostra landing page affinché risulti quanto più possibile efficace. Il contenuto deve esser pertinente alle parole/frasi individuate in fase di analisi (1).
3. Posizionamento sui motori di ricerca. I clienti ti stanno già cercando su Google ma forse non ti trovano. Per posizionarsi sui motori di ricerca esistono due alternative: Essere presenti tra i risultati naturali (detti organici) oppure tra i link sponsorizzati (pay per click). Essere presenti con le proprie landing page tra i risultati organici di Google vuol dire lavorare sull’ottimizzazione e la “popolarità” del sito (alcune risorse gratuite). Esser presenti tra i link sponsorizzati vuol dire iscriversi a Google Adwords ed investire un po’ di tempo per studiarlo ed acquisirne padronanza. In tutti e due i casi ricorda che l’obiettivo è posizionarsi per quelle parole/frasi che effettivamente cercano i potenziali clienti e che hai individuato in fase di analisi della domanda (1). Posizionarsi per parole/frasi differenti può voler dire perder tempo e denaro.
4. Analisi dei risultati. E’ un grosso errore investire tempo e denaro per posizionarsi su motori di ricerca senza analizzare gli effetti. Si tratta forse della fase più importante della strategia di acquisizione clienti online proprio perché è l’unico modo per conoscere se e quanto il nostro posizionamento e le nostre pagine hanno convertito potenziali clienti in prospect o clienti acquisiti. E’ possibile conoscere l’esatta provenienza (ed anche la parola ricercata) di quei navigatori che hanno effettuato una determinata azione sulla tua pagina. Conoscerai quale parola chiave porta maggiori vendite e quale non ne porta affatto, riuscendo quindi ad apportare le dovute correzioni alle campagne ed ottimizzare gli investimenti. Se conosci la regola dell’80/20 sappi che potrebbe valere anche in questo caso
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Se desideri acquisire clienti tramite internet sappi che esistono due alternative: 1. Formarti approfondendo per mezzo di risorse gratuite ed a pagamento presenti in rete i singoli passaggi di cui ti ho accennato; 2. Affidarti a consulenti ed aziende specializzate nel settore (elenco).
Buon Lavoro
Alessandro Sportelli, Myprospect.it (guida acquisizione clienti) – Web Marketing University
Il web 3.0 è davvero realtà in Italia? Il caso Hoepli.
Mi è capitato di acquistare vari libri dal portale di e-commerce della Hoepli (ottima scelta di titoli, portale dalla discreta usabilità e prezzi competitivi). Tuttavia, se c’è qualche problema, non contate troppo sulla cortesia e sulla disponibilità degli addetti al loro servizio clienti: scarsa comunicatività (sono piuttosto bruschi, al limite dello sgarbato), non si firmano (quindi non sono tracciabili) e non brillano certo per attitudine commerciale.
Mi è capitato di annullare un ordine da oltre 60€ perchè non è stato riconosciuto uno sconto di meno di 3€ (proposto peraltro in maniera piuttosto sibillina in una newsletter).
Ovviamente le cifre non sono rilevanti, è importante vedere come una delle case editrici più attive nella vendita on line nel panorama web italiano abbia gestito un piccolo problema in fase di help desk.
L’operatore, invece di scusarsi per la promozione confusa e assicurarmi che avrebbe comunicato la cosa al loro marketing, confermando però che non poteva modificare i prezzi (cosa che mi avrebbe spinto comunque a finalizzare l’ordine), mi ha liquidato con poche parole: le due promozioni “non c’entrano nulla” una con l’altra e non è possibile cumulare i due sconti.
Un piccolo errore di gestione, si dirà , fatto da un operatore non molto cortese (ma probabilmente oberato di ordini da gestire), e dovuto anche al marketing, che ha scritto una comunicazione poco chiara.
Ma cosa succederà ora?
In Italia siamo davvero in un momento di passaggio al web 3.0 (come spera e si augura Enrico Madrigrano) o siamo ancora immersi fino al collo nel web 1.0?
Io ho l’impressione che la risposta sia… la seconda!
Mi dispiace per Luca Conti (FARE BUSINESS CON FACEBOOK), Lorenzo Toscano (SEO STRATEGY) e Claudia Zarabara (STRATEGIE DI WEB MARKETING PER IL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO). I loro libri però li comprerò lo stesso, anche se mi sa che mi toccherà passare in libreria ![]()
Case History – Web Marketing Strategies su Second Life
Il mondo virtuale di Second Life è per molti un momento di svago e di socializzazione virtuale, per le imprese invece può essere una ricca ma difficile fonte di marketing opportunities. Per una più approfondita comprensione di come le aziende si siano mosse in questo ambiente pieno di possibilità, ma che al tempo stesso risulta essere molto complicato, viene riassunta la strategia Telecom Italia , che entrò in Second Life il 18 Luglio 2007 con i brand Tim ed Alice al fine di creare una connessione tra il mondo virtuale e il mondo reale.
La società acquistò cinque isole, quattro furono adibite a servizi d’intrattenimento (un circuito automobilistico, uno stadio, un’area per la visione e la pubblicazione di video, un’area riservata alle offerte di Alice), mentre in un’altra fu costruito un grattacielo eco-compatibile, l’Ecosystem Tower, dedicato alle soluzioni ICT e ai partner tecnologici.
Inoltre venne installata la tecnologia chiamata First Life Communicator, un’applicazione sviluppata dalla ricerca di Telecom Italia Lab, la quale permetteva agli utenti di usufruire del servizio telefonico, dell’instant messaging e delle e-mail. Il servizio permetteva quindi una connessione sia tra gli avatar nel mondo virtuale, sia tra gli avatar e il mondo esterno. Nel momento del lancio del servizio venne dato in regalo a tutti gli utenti un telefonino TIM virtuale dotato di un pacchetto gratuito con incluso: 10 telefonate di 3 minuti ciascuna, 40 sms su numeri nazionali verso tutti gli operatori fissi e mobili nell’arco temporale di un mese; il servizio era rinnovabile non più di due volte e per un periodo non successivo ai due mesi dal lancio.
Venne messa a disposizione degli utenti l’area Alice Home in cui era possibile conoscere i servizi e i prodotti Telecom Italia, i servizi offerti ai clienti Business, ed inoltre venne data la possibilità a quest’ultimi di usufruire degli spazi virtuali per l’organizzazione di meeting, riunioni ed eventi aziendali.
Il circuito automobilistico che fu creato su una delle isole venne chiamato MyGp, questo permetteva agli appassionati dei motori di gareggiare o assistere a gare automobilistiche o motociclistiche, il tutto brandizzato dal marchio Alice.
Tim Stadium invece riproduceva uno stadio di Serie A, rappresentando sia uno spazio organizzativo dedicato alle partite e ai campionati di calcio, sia un momento di condivisione e commento degli eventi sportivi tra gli utenti.
Alice Video permetteva la visione dei contenuti video di Rosso Alice, il canale video del portale Alice e il portale Adsl di Telecom Italia. L’azienda di telecomunicazioni, per la creazione e lancio dei suoi spazi in Second life, si è avvalsa della collaborazione di due società leader nel settore: ISN Virtual Worlds e Fastmedia.
La strategia Telecom Italia e Alice ha quindi puntato su tre principali leve:
• instaurare una collaborazione all’interno della propria azienda, che si sviluppasse parallelamente ai luoghi tradizionali, negli uffici virtuali presenti in SL;
• creare un luogo accattivante per i clienti privati offrendo servizi intrattenitivi affiancati da una politica di brandizzazione di questi spazi;
• creare un punto d’incontro, oltre che per le proprie aziende e dipendenti, anche per i clienti business esterni;
• acquisire nuovi clienti tramite offerte promozionali sfruttabili nel mondo reale e, al tempo stesso, fidelizzare o comunque familiarizzare con i clienti prospettici tramite l’utilizzo dei prodotti Telecom nel metaverso;
• fare collegamenti di marketing tra i servizi offerti nel mondo virtuale, e gli eventi sponsorizzati nel mondo reale come la Serie A Tim o la sponsorizzazione del marchio Ducati nella Moto Gp.
Un altro caso interessante da analizzare è la strategia adottata da L’Oréal all’interno di Second Life. La casa produttrice di cosmetici ha sfruttato il mondo virtuale per promuovere sia prodotti reali, sia prodotti creati appositamente per il metaverso. La strategia è composta di cinque differenti punti:
1) Metabranding, creando quattro prodotti reali e rendendoli disponibili agli avatar, in modo tale da permettere agli utenti una personalizzazione sempre maggiore. I primi due prodotti scelti sono stati Vintage Glamour (sponsorizzato da Penelope Cruz) e Some like it Scarlett (sponsorizzato da Scarlett Johansson).
2) Strategia di vendita e distribuzione digitali, a differenza di sfruttare una strategia ormai satura, quale quella di creare un’isola e veicolarvi il traffico dall’esterno, L’Oreal ha stretto collaborazioni, con partner già presenti sul mondo, ed ha offerto i suoi prodotti gratuitamente.
3) Product Placement, al fine di supportare la propria strategia di marketing, sono state create delle rappresentazioni giganti dei suoi prodotti, una volta che i visitatori si avvicinavano, cliccando sui prodotti, potevano ottenerne alcuni gratuitamente. Sono state scelte, come punti di esposizione, location molto famose in SL quali la Greenies Kitchen.
4) Pubblicità virtuale, come nel mondo reale, anche su Second Life, è stata progettata una campagna pubblicitaria sia sulle televisioni che sulle riviste specializzate nel campo della moda. La campagna è stata creata per promuovere sia i prodotti di make up che i negozi di distribuzione.
5) Search engine marketing e altre promozioni, per un’ulteriore promozione del brand, è stato permesso agli utenti l’utilizzo della funzione search engine per localizzare sia gli store che i luoghi aziendali L’Oréal. Confrontando le due strategie è possibile notare immediatamente sia similitudini che differenze.
Partendo da quest’ultime la principale risiede nel fatto che Telecom abbia creato un proprio spazio tramite le isole d’intrattenimento e di contenuti, mentre L’Oréal si sia limitata a stringere delle partnership con attività commerciali già perfettamente funzionanti. Vista la scarsa affluenza che si riscontra spesso in queste isole brandizzate, la strategia della casa produttrice di cosmetici, almeno nel breve periodo, può risultare più efficiente e d’immediato impatto. Nel lungo periodo ovviamente, se le isole Telecom dovessero riuscire ad attrarre al loro interno un ampio numero di utenti, la pubblicità potrebbe avere un impatto maggiore. Inoltre, nonostante entrambe le aziende abbiano offerto ai loro clienti prodotti reali, solamente Telecom ne ha permesso la fruibilità anche nel mondo esterno; l’Oréal infatti, offrendo i suoi prodotti agli avatar, ha permesso una maggiore personalizzazione degli stessi, ma in questo modo non ha offerto nessun prodotto utilizzabile nel mondo reale, con una soddisfazione del cliente di dubbia entità in quanto non facilmente calcolabile, ma che allo stesso tempo ha cercato maggiormente di entrare in quella che risulta essere la mentalità di coloro che usufruiscono attivamente delle piattaforme virtuali.
E’ inoltre possibile riscontrare una ulteriore similitudine in quanto entrambe le società hanno tentato di instaurare un collegamento tra le loro operazioni di marketing nel mondo di SL e quelle attuate nel mondo reale: la compagnia di telecomunicazioni ha cercato di attrarre clienti offrendo loro fonti di intrattenimento le quali sono state scelte in modo da richiamare all’attenzione le campagne pubblicitarie reali, come si è già visto, i campionati di calcio e il motomondiale, simile è stata la strategia messa a punto da L’Oreal la quale ha scelto dei prodotti, e li ha promossi, sfruttando immagini virtuali di personaggi famosi utilizzati nel mondo reale. Questi due esempi sono comunque solo una minima parte delle possibilità che i mondi virtuali offrono alle aziende. Essendo dei veri e propri mondi infatti, al loro interno consentono di operare con un livello di interattività quasi paragonabile al mondo reale, ma al tempo stesso offrono un’infinità di vantaggi e possibilità inimmaginabili al di fuori di internet.
E’ quindi da queste basi che coloro che intendono affacciarsi su SL dovranno partire nel momento di definizione delle loro strategie di marketing e non solo. Risulterà però fondamentale un’attenta comprensione sia della realtà in cui si va ad operare sia degli utenti che si andranno a raggiungere, ponderando adeguatamente le risorse che si intende investire in questo tipo di progetto, confrontandole con i possibili benefici che ne potranno scaturire. Ciò che infatti bisogna evitare è una corsa smodata e priva di ogni fondamento economico verso un mondo che, come quello reale, è in grado di conferire grandi successi, ma al tempo stesso, se non affrontato con criterio, di portare un’azienda verso ingenti perdite.
Articolo a cura di Cristiano Bellavitis – Master in Business Administration, Università di Tor Vergata – Roma 2. – cristiano.bellavitis@gmail.com
Risultati Split-Test prezzi 7-9-0 : Ecco il Vincitore !
Qualche settimana fa e’ stato realizzato un interessante test da Madri Internet Marketing sull’effetto che l’ultima cifra del prezzo puo’ avere sulle vendite (trovi tutti i dettagli in questa pagina).
Il test e’ stato fatto su 10 tipologie di prodotti differenti (videocorsi aziendali e non) con prezzi compresi tra i 70 e i 200 euro e su target differenti di mercato.
Nello split-test, durato circa 3 settimane, sono stati testati prezzi con l’ultima cifra finale che variava tra 7 , 9 e 0 (praticamente un navigatore vedeva es. 97€, un altro 99€ e un altro ancora 100€).
Il test e’ durato finche’ un numero sufficiente di visitatori unici (oltre 30 mila), equamente ripartiti tra le 3 variabili di prezzo, ha confermato l’ipotesi prevista ovvero che i risultati sono stati molto interessanti !
I RISULTATI
Per prima cosa chi ha vinto?
Il numero 7 ha stravinto, seguito dal numero 0 e infine dal numero 9.
Ma, quanto e’ stata la differenza tra il peggiore (9) e il migliore (7) ?
Tieniti forte: +43,7 % !!!
Ripeto: i prezzi che terminavano con il numero sette hanno fatto ben il 43,7% in piu’ di vendite rispetto al numero 9 !
Ma non solo, l’aumento percentuale di vendite del 43,7% e’ soltanto una MEDIA tra tutti i 10 prodotti… Ma cos’e’ successo allora ai “singoli prodotti”?
Aumento delle vendite di oltre il +250% !
Analizzando nel dettaglio tutti e 10 i prodotti singolarmente, e’ emerso che il numero 9 ha vinto di pochissimo rispetto al 7 solo in 2 tipologie di prodotto. Nelle restanti 8 tipologie di prodotto il 7 ha stravinto rispetto al 9 con differenze di vendite fino al +250% e oltre (guarda caso il 7 ha stravinto in una tipologia di prodotto dedicata ad “esperti contabili”!)
CHE COSA ABBIAMO IMPARATO
Il test e’ stato molto interessante, non solo perche’ ha permesso di aumentare notevolmente le vendite e i ricavi con un investimento complessivo pari a ZERO euro (eccetto qualche ora di lavoro per preparare il test), ma anche perche’ ha consentito di “intuire” come si comporta la psiche umana davanti ad una variabile semplice come un numero.
Dal test emerge infatti che la gente, probabilmente vede i prezzi che terminano con il numero 9 piu’ come “una fregatura” che come un’affare mentre il numero “7″ viene probabilmente percepito come un buon compromesso tra “affare” e “qualità”. Il numero zero, tuttavia si e’ comportato molto bene avvicinandosi al 7 come risultato e distaccando considerevolmente il 9 (lo zero ha fatto il +31,3% di vendite rispetto al 9). Probabilmente lo zero viene quindi ancora percepito, se non come un “prezzo-affare” paragonabile al 7, perlomeno come un prezzo indice di “buona qualità”.
Ovviamente questo test non e’ universale e, ogni azienda dovrebbe effettuarlo sui propri prodotti per vedere cosa succede. Il prezzo vincente potrebbe infatti essere un altro ma, l’aumento percentuale di vendite, potrebbe essere molto piu’ elevato. L’unica certezza comunque sarebbe sempre quella: farlo costa praticamente ZERO e puo’ dare risultati straordinari. Con tutto il fermento che c’e’ oggi tra essere primi nei motori e spendere migliaia di euro in Adwords, una soluzione come questa non e’ solo intelligente ma estremamente efficace (se ti interessano altri test come questo li troverai qui).
I VINCITORI
In occasione del lancio di questo test e’ stato proposto ai lettori del TagliaBlog, del Forum GT, di Web Marketing Forum, di AlVerde.net e di Bioranking di partecipare “attivamente” provando a indovinare quale sarebbe stato il numero vincente e la % di incremento delle vendite!
Ovviamente nessuno, compreso il sottoscritto, poteva sapere come sarebbe finita…
Leggendo le votazioni (sul TagliaBlog hanno partecipato piu’ di 250 persone!) e’ risultato evidente come la maggior parte dei partecipanti (compreso il sottoscritto) dava correttamente il numero 7 come vincente e il numero 0 come perdente. Tra tutte le votazioni ovviamente c’e’ stato non solo chi ha azzeccato la giusta sequenza, ma addirittura, si e’ avvicinato di molto alla % prevista ! Sensitivi?
Non lo so, ma una cosa e’ certa: ai vincitori verra’ dato un “utile omaggio” a tema con questo test. Ovvero le Video riprese integrali dell’edizione nazionale del Seo Web Marketing Experience: un corso “fuori dal normale” dove, in oltre 7 ore di formazione, sono state affrontate le piu’ recenti tematiche di Seo e Posizionamento e si sono “toccate con mano” decine di case history e di test reali di web marketing, roi% e aumento delle vendite.
Insomma, i vincitori di questo test avranno modo di vedere o rivedere (nel caso siano gia’ stati a Roma e Milano) direttamente da casa loro il condensato di oltre 10 anni di esperienze e sperimentazioni pratiche effettuate da Madri nel campo del Web Marketing e Seo (i vincitori saranno contattati direttamente nei rispettivi forum/blog).
Grazie a tutti per aver partecipato e…. arrivederci al prossimo split-test !
Enrico Madrigrano












































