Luna, le prove migliori degli sbarchi: pronto il video
Video: le prove migliori che le teorie di lunacomplotto sono fandonie
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Ho montato e messo online la registrazione della mia relazione sui complotti lunari alla giornata di studio della Società Astronomica Ticinese di sabato scorso. Stavolta ho scelto un approccio un po’ differente dagli altri incontri sul tema: tagliare la testa al toro, senza impantanarmi nelle singole tesi dei complottisti, passando direttamente alla presentazione delle prove migliori e dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio che ci siamo andati. Perché se le prove dimostrano inequivocabilmente che ci siamo andati, giocoforza le tesi lunacomplottiste sono sbagliate.
In sala c’era un singolo lunacomplottista soft, che ha esemplificato senza alcuna ostilità, ma con un’apprezzabilissima disponibilità al dialogo, la ragione fondamentale della diffusione e del successo delle teorie di messinscena lunare: la scarsa conoscenza dei fatti e della quantità di materiale documentale disponibile. Una volta che il dubbioso viene messo di fronte a tutti i fatti, capisce senza alcuno sforzo chi sta contando balle.
Ho usato l’occasione per collaudare alcune delle idee e delle risorse tecniche che userò nel documentario Moonscape, come per esempio i radiomicrofoni, preziosi per le interviste che faranno da contorno al documentario stesso, oltre al software di montaggio e alla filiera di produzione e messa in Rete dei video. Mi scuso se il video è un po’ buio e alcuni oggetti di scena non si vedono: la prossima volta organizzerò le luci su misura per le riprese video (dal vivo si vedeva tutto bene). Buona visione.
Per chi volesse i link ai singoli video: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto; playlist.
Le altre relazioni della giornata sono state interessantissime: sia per la giovanissima età e la lucida quanto emozionata spiegazione di una delle relatrici (non capita a tutti di usare un telescopio da 8 metri per analizzare la luce di una galassia per la maturità, e di saperlo raccontare), sia per la fantastica dimostrazione di quanto l’astronomia sia uno dei pochi campi della scienza ai quali gli appassionati possono davvero contribuire concretamente.
Per esempio, la scoperta di stelle variabili, la registrazione delle meteore terrestri e la ripresa di video degli impatti di meteore sulla Luna sono alla portata di qualunque astrofilo diligente e sono di diretta utilità per gli astronomi professionisti e per la NASA, che ha avviato un progetto per contare, grazie agli astrofili, quante meteore colpiscono la Luna (e quindi quanto pericolo c’è che colpiscano una base lunare o degli astronauti).
E il bello è che grazie all’informatica, oggi molto di questo lavoro è automatizzabile: serve solo qualcuno che si rimbocchi le maniche, senza dover passare notti insonni o abitare in luoghi isolati o spendere cifre inverosimili. L’universo è accessibile a tutti: basta aver voglia di guardare in su anziché fissarsi sul proprio ombelico.
MiTAC prepara un MID con NVIDIA Tegra
La celebre azienda taiwanese MiTAC, proprietaria dei marchi Mio Technology, Navman, Magellan e Tyan, ha presentato un prototipo di MID basato sulla piattaforma nVidia Tegra.
Le poche informazioni al riguardo parlano di un dispositivo dotato di sistema operativo Windows CE con interfaccia utente custom, sintonizzatore TV ed uscita video a 720p attraverso la relativa porta HDMI.
Le dimensioni dello schermo non sono note, ma dalle foto del prototipo sembra che siano intorno ai 7 pollici.
Mitac promette un’elevata autonomia della batteria ed un prezzo molto competitivo per questo dispositivo comprensivo di un’apposita custodia con tastiera integrata.




[via engadget]
Un Hard Disk trasformato in orologio
Un vero geek non può chiamarsi tale se non ha personalizzato a dovere la propria camera. Così ecco apparire vecchie copie di Ms-Dos, memorie RAM appese un po’ ovunque, libroni polverosi con computer preistorici in copertina e T-Shirt a tema. Un utente polacco, però, ha cercato di personalizzare il proprio orologio tramite un hard disk.
I dischi presenti nell’HD, infatti, riflettono la luce molto bene, così aggiungendo alcuni LED ha programmato il tutto per far si che a un certo numero di giri dei dischi appaia un orologio. Il tutto è governabile senza fili con un telecomando.
[via hackedgadgets]
Panasonic Everled, la lampadina che dura 19 anni

Cosa si riesce a fare in 19 anni? Probabilmente pagare un mutuo, sposarsi, crescere un figlio e molto altro. Mentre fate tutte queste cose potrebbe esserci un elemento che troverete in tutte le foto che vi scatterete nel frattempo: la lampada. Panasonic, infatti, ha annunciato la nuova linea Everled, delle nuove lampadine che arrivano a 19 anni di vita.
Le lampade ad incandescenza ben presto andranno in pensione, per tale motivo sarebbe un ottimo investimento le nuove lampade a LED a lunga durata. La linea Everled sarà disponibile in Giappone a partire dal 21 ottobre al prezzo di 40 $, circa 27 €.
[via inhabitat]
ITG xpPhone: Il telefono MID con Windows XP
Nonostante il numero di modelli sia in continua crescita i MID non hanno ancora riscosso il meritato successo, probabilmente la causa principale è la mancanza della possibilità di effettuare telefonate con questi dispositivi, ma la tendenza sta cambiando. La prima azienda a rompere gli indugi è stata Nokia con il nuovo N900, seguita da altri costruttori asiatici e da Archos con l’annunciato Phone Tablet.
Anche ITG in collaborazione con AT&T, Vodafone ed Orange si appresta a lanciare un dispositivo simile chiamato per l’appunto xpPhone, ovvero il telefono con Windows XP, dotato di touchscreen da 4.8 pollici con risoluzione di 800 x 480 pixel e tastiera QWERTY a scomparsa.
L’hardware ricalca la classica dotazione dei MID con processore AMD Super Mobile, 512 MB o 1 GB di RAM, SSD da 8, 16, 32, 64 GB o HDD da 30, 60, 80, 120 GB, connettività 3.5G, Bluetooth, WiFi e WiMax opzionale, webcam da 1.3 megapixel e ricevitore GPS integrato.
Il punto più critico di un simile prodotto dovrebbe essere l’autonomia, ma ITG sostiene che nell’utilizzo reale la carica della batteria garantisce dalle 7 alle 12 ore di funzionamento.
Al momento non sono noti disponibilità e prezzi, ma è già possibile preordinarlo sul sito di xpphone.




[via pocketables]
Gyration Air Mouse Elite, il mouse che funziona come la Wii

L’Air Mouse Elite di Gyration risolve tutti i problemi di spazio, di superfici e di tappetini vari per far funzionare in modo fluido il mouse: l’Elite infatti non ha bisogno di una superficie orizzontale, perchè ha un funzionamento simile a quello della Wii.
Air Mouse Elite è infatti in grado di captare i movimenti e la loro velocità, traducendoli in azioni: da una distanza fino a 30 metri, è possibile quindi navigare in internet senza bisogno di una scrivania a portata di mano, ma soltanto mimando i movimenti che vorremmo far fare al nostro puntatore.
In ogni caso, se si vuole utilizzare Air Mouse Elite come un normale mouse da scrivania, lo si può fare semplicemente appoggiandolo sul solito tappetino.
Air Mouse Elite pare sarà messo sul mercato entro la prossima settimana al prezzo di 100 dollari (67 euro al cambio); 150 dollari (100 euro al cambio) per avere anche la tastiera wireless della stessa linea.
Via | Electronista
PicoStick, una pendrive per il digitale terrestre nel computer
Sono stato sempre affascinato dai dispositivi per vedere la tv digitale nel computer. Per il Mac, purtroppo, non c’è molta possibilità di scelta ma per i PC esistono numerose alternative, come il nuovo PicoStick di PCTV Systems. Grande come una comune pendrive, permette di ricevere il digitale terreste nel proprio computer collegando un’antenna esterna.
Il dispositivo è stato lanciato ieri a Londra ed è disponibile nello store di Amazon per 59,99 £, pari a circa 67 €. Probabilmente ora comincerà la gara alla miniaturizzazione per tutti gli altri concorrenti.
Guarda le immagini del PicoStick


[via richardlai]
Da Toshiba in arrivo la camcorder Camileo S10 Ducati Edition

Concepita per occupare senza problemi la tasca di una giacca o di uno zainetto ecco fare la sua comparsa questa Camileo S10 Ducati Edition, prodotta da Toshiba, una camcorder dal look decisamente elegante che sarà sicuramente apprezzata da tutti i fan della nota azienda motociclistica.
Le dimensioni dell’apparecchio si aggirano sui 18×57×100 mm per circa 120 grammi di peso, è possibile registrare video a 1080p, il sensore per le fotografie è da 5 Megapixel, è presente uno slot per schede di memoria SD ed inclusa nella confezione ne troviamo una dalla capienza di 4 GB, in grado di contenere fino a 60 minuti di filmati in qualità HD.
Sarà possibile uploadare le proprie videoclip su Youtube senza problemi grazie all’apposito software, non manca ovviamente la porta HDMI e lo schermo è un TFT da 2.5 pollici, Camileo S10 Ducati Edition sarà disponibile entro breve ad un prezzo ancora non reso noto.
Antibufala Classic: deodoranti cancerogeni
Gli antitraspiranti sono cancerogeni!
Ripubblico qui un’indagine antibufala che risale al 2004 ma è tornata d’attualità perché l’appello di cui si occupa ha ripreso a circolare in questi giorni. L’originale era pubblicato qui su Attivissimo.net.
Il testo dell’appello
Questo messaggio ha preso a circolare in Internet, con alcune varianti, ad aprile 2004. Le evidenziazioni sono mie; l’ortografia e la punteggiatura incerta no.
Si tratta della spiegazione di una delle origini del cancro al seno.
E’ una specialista in biologia cellulare che l’ha scritto sig.ra Gabriela Casanova Larrosa Dell’Universita’ dell’Uruguay: non è passato molto tempo da quando ho Assistito a un seminario sul cancro al seno. Durante periodo di “domande e risposte” Ho domandato perchè l’ascella è la parte più incline a sviluppare il cancro al seno.
La mia domanda non ha avuto risposta allora, ma ho appena ricevuto un pacco dove ho trovato la risposta alla mia domanda, che io voglio dividere con tutti e tutte.
La causa principale del cancro al seno è l’utilizzo di ANTITRASPIRANTI.
La maggior parte dei prodotti di marca sono una combinazione di antitraspiranti e deodoranti. I deodoranti sono inoffensivi.
Per cortesia guardate la composizione dei vostri prodotti a casa.
Se ce ne sono di quelli che contengono Chloridrato di alluminio (anche sotto il nome di deodorante) bisogna gettarli nell’immonizia e provare delle altre marche che non hanno dei composti a base di alluminio. Ce ne saranno sicuramente sul mercato.
La ragione è semplice. Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro i ginocchi, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione.
Gli anti traspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle.
Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia.
La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno.
Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perchè se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e Non si applicano direttamente sulla pelle.
Le donne che applicano questi prodotti subito dopo la rasatura, stanno accrescendo il rischio perchè le piccole ferite causate dalla rasatura fanno si che il prodotto chimico penetri più facilmente nel corpo.
Per cortesia informate tutte le donne e tutti gli uomini che voi conoscete
Il cancro al seno occupa al giorno d’oggi proporzioni veramente Allarmanti.
Se con questa informazione possiamo evitarne alcuni, questo non Sarà mai tempo perso.
Grazie
MSc. Gabriela Casanova Larrosa, Prof.
Assistent du Departement de Biologie Cellulaire de la Faculte de Sciences de la Republique Orientale d’Uruguay
Datazione
La prima citazione del nome “Gabriela Casanova Larrosa” in riferimento a quest’appello nei newsgroup risale, secondo Google Groups, al 25 aprile 2002, nel newsgroup es.charla.enfermedad.cancer.
Perché è una bufala
Non esiste alcuna conferma scientifica seria dell’affermazione che gli antitraspiranti causino il cancro al seno o che addirittura l’utilizzo di antitraspiranti sia “la causa principale del cancro al seno” come dice l’appello.
Una smentita molto autorevole a quest’accusa proviene dall’American Cancer Society: secondo l’ACS, “vi sono moltissimi studi epidemiologici estremamente rigorosi riguardanti i fattori di rischio del cancro al seno, pubblicati nelle riviste mediche. Non siamo al corrente di nessuno di questi studi che dimostri o anche soltanto suggerisca che l’uso di antitraspiranti sia un fattore di rischio per il tumore al seno, men che meno la sua ‘causa principale’”.
Conferme scientifiche cercansi
Per quel che mi risulta, esiste una sola pubblicazione scientifica che suggerisce un possibile legame fra deodoranti/antitraspiranti, depilazione delle ascelle e tumore al seno: è stata pubblicata a dicembre 2003 dallo European Journal of Cancer Prevention, Volume 12(6), pp. 479-485. Si intitola “An earlier age of breast cancer diagnosis related to more frequent use of antiperspirants/deodorants and underarm shaving” ed è consultabile sul sito dell’EJCP.
Si tratta di uno studio retrospettivo di Kris McGrath, un allergologo di Chicago. E’ importante notare il termine “retrospettivo”, perché fa molta differenza. Nei test normali, un gruppo di persone viene esposto alla sostanza da testare in condizioni rigorosamente controllate, di norma con un “gruppo di controllo”, ossia un altro gruppo analogo di persone che non viene esposto alla sostanza. In uno studio retrospettivo, invece, ci si basa sul ricordo delle persone, che può essere impreciso. Vi ricordate esattamente a che età avete iniziato a usare deodoranti? Avete sempre usato deodoranti contenenti alluminio cloridrato? Da che età vi depilate le ascelle?
Comunque sia, persino questa pubblicazione conclude piuttosto blandamente, affermando che “la depilazione delle ascelle, in combinazione con l’uso di antitraspiranti/deodoranti [notare l'inclusione dei deodoranti, che invece l'appello dichiara 'innocui'] potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno. Non è chiaro quale di questi fattori sia coinvolto. La letteratura esaminata suggerisce l’assorbimento di sali di alluminio, facilitato dal danneggiamento della barriera cutanea. Sono necessarie indagini con gruppi di controllo [in cui si confrontano persone esposte alla sostanza e persone non esposte] prima di consigliare abitudini igieniche alternative per l’ascella“.
Lo studio di McGrath è discusso anche in un’intervista per la NBC. Per contro, nel 2003 è stato pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute uno studio un po’ più rigoroso, che mi risulta sia il primo mirato specificamente a confermare o smentire questo supposto legame fra antitraspiranti/deodoranti e cancro al seno. Si intitola Antiperspirant Use and the Risk of Breast Cancer, di Dana K. Mirick, Scott Davis e David B. Thomas, ed è liberamente consultabile sul sito del JNCI. Lo studio non ha trovato indicazioni di questo legame né con i deodoranti, né con gli antitraspiranti.
Per farla breve: prove scientifiche rigorose, per ora, non ce ne sono. Per ora c’è soltanto un’ipotesi assai controversa, supportata da un’unica pubblicazione scientifica basata su tecniche abbastanza imprecise. Nel frattempo, naturalmente, se per prudenza volete astenervi dall’usare deodoranti e antitraspiranti, fate pure, ma attenzione ai danni collaterali che potreste causare se non vi tenete sottovento.
Altre inesattezze dell’appello
L’American Cancer Society demolisce anche altri aspetti dell’appello.
- Il messaggio afferma che “Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro i ginocchi, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione. Gli antitraspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia.” In realtà è vero che i linfonodi rimuovono alcune tossine dall’organismo, ma non le rilasciano tramite la sudorazione.
- Il messaggio afferma che “La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno”. Secondo l’ACS, è vero che circa la metà – non la maggior parte – dei tumori al seno si localizza nel quadrante superiore esterno, ma non perché lì si trovano i linfonodi: semplicemente perché è la zona in cui si trova la maggior parte del tessuto del seno. I quadranti in cui i medici suddividono il seno non sono uguali fra loro come quantità di tessuto.
- Il messaggio afferma che “Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perchè se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e Non si applicano direttamente sulla pelle”. In realtà, gli uomini sono circa 100 volte meno soggetti al tumore al seno, rispetto alle donne, per la semplice ragione che hanno circa 100 volte meno tessuto mammellare.
Il “chloridrato di alluminio”
La sostanza chiamata erroneamente “chloridrato di alluminio” nell’appello è in realtà l’alluminio cloridrato. La storpiatura è dovuta probabilmente alla scarsa competenza linguistica e chimica di chi ha tradotto in italiano l’appello. La versione italiana infatti non è l’unica: ce ne sono in moltissime lingue, compreso l’inglese, lingua in cui la sostanza è chiamata “aluminum chlorohydrate” (nella preponderante grafia statunitense; in quella inglese britannica è “aluminium chlorohydrate”).
La versione inglese di quest’appello è disponibile presso Snopes.com: quella francese è presso Hoaxbuster.com. Un campione della variante spagnola è qui.
L’alluminio cloridrato è una sostanza chimica che ha proprietà antitraspiranti ed è effettivamente presente in molti prodotti per l’igiene personale.
Sotto forma di farmaco di libera vendita, la FDA (Food and Drug Administration), ente statunitense che si occupa di verificare la sicurezza di ogni sostanza, la classifica come sicura per l’uso normale. Questo non significa che è assolutamente innocua (non esistono sostanze assolutamente innocue, come ben sa chi prova a ingerire un etto di peperoncino): significa soltanto che alle dosi in cui è presente nei prodotti in commercio, e applicato sulla pelle, non produce danni rilevabili (e quindi non induce il cancro). Se uno se la spara in bocca o ci fa un bel pediluvio, ovviamente, potrebbe esserci qualche danno, ma queste sciagurate ipotesi non sono coperte dai test per ovvia carenza di volontari. I test condotti dall’FDA sono documentati per esempio qui.
Sull’alluminio cloridrato girano storie di tutti i tipi: c’è chi lo accusa di provocare il cancro al seno, come in quest’appello, e chi dice che produce la perdita di memoria o il morbo di Alzheimer. Nessuna di queste affermazioni ha basi scientifiche, ed è importante notare che chi le fa è spesso promotore di prodotti “ecologici” alternativi che guarda caso si vantano di non contenere alluminio cloridrato, per cui non è necessariamente disinteressato.
Va detto che l’alluminio cloridrato contiene (è abbastanza ovvio) alluminio, e ci sono indicazioni scientifiche secondo le quali l’alluminio, come molti altri elementi, è neurotossico se assimilato in grandi quantità. Tuttavia l’esposizione all’alluminio presente naturalmente nei cibi e nell’acqua potabile è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe avere dall’uso normale di antitraspiranti, per cui il rischio è proporzionalmente più basso.
In altre parole, se avete paura di prendere il cancro da un antitraspirante, dovreste anche aver paura di avvolgere i cibi nella stagnola (che nonostante il nome è fatta di alluminio).
L’appello sembra suggerire che il pericolo sia costituito dall’alluminio cloridrato, ma in realtà ne “spiega” l’azione in modo contraddittorio. Dice che gli antitraspiranti, impedendo la traspirazione, trattengono le tossine nell’organismo, e queste tossine inducono il cancro. Ma se è vero questo meccanismo, allora qualsiasi prodotto che blocca la traspirazione dovrebbe essere pericoloso, anche se non contiene alluminio cloridrato.
Giusto per scrupolo, ricordo che fra “deodorante” e “antitraspirante” c’è una differenza notevole: l’antitraspirante blocca la sudorazione, il deodorante no.
Come capita spesso negli appelli-bufala, il messaggio è semplificato e in bianco e nero: dice che “i deodoranti sono inoffensivi”, ma non tiene conto del fatto che molte persone sono allergiche ad un particolare tipo di sostanza presente in molti antitraspiranti e deodoranti: il profumo. Applicare un prodotto contenente profumo, specialmente sulla pelle già irritata da una depilazione, può causare reazioni cutanee tutt’altro che trascurabili. Non si può quindi essere faciloni e categorici e affermare che i deodoranti sono inoffensivi.
Ma chi è Gabriela Casanova Larrosa?
Che dire del presunto “garante” di questo messaggio, “Gabriela Casanova Larrosa, Prof. Assistent du Departement de Biologie Cellulaire de la Faculte de Sciences de la Republique Orientale d’Uruguay”?
Effettivamente esiste una persona con questo nome nell’elenco dei docenti della facoltà di scienze di Montevideo. I suoi dati ufficiali sono questi: “Casanova Larrosa, Gabriela: Lic CBiol (FHC UR 1985) y Técn Anatomía Patológica (FMed UR 1986) y Ms CBiol Neurociencias (PEDECIBA-FC UR 1998). Ayudante (1985-91) y Asistente (1991-) de Biología Celular. casanova@fcien.edu.uy“.
Le ho scritto il 30/4/2004, chiedendo chiarimenti e ho ricevuto una sua risposta il 5/5/2004, in cui smentisce di essere mittente o garante dell’appello:
Dear Paolo: I´m not the source of the mail concerning breast cancer and anti-perspirants. It is a falsehood. The scientific arguements are very doubtfull and the e-mail not contain any scientifc evidence. I dont know if you understand spanish. I´m sending to you the denial. Thank you very much for your time. Kind regards
Gaby
[Traduzione: "Caro Paolo, non sono io la fonte del messaggio riguardante il tumore al seno e gli antitraspiranti. E' una menzogna. Le argomentazioni scientifiche sono molto incerte e l'e-mail non contiene prove scientifiche. Non so se capisci lo spagnolo. Ti mando la smentita. Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Cordiali saluti, Gaby."]
Desmentido:
Estimada gente: El mail de los antitranspirantes no lo escribí ni lo respaldo.
Simplemente estoy siendo víctima de un “Spam” o algo así. Eso me explicó la gente que trabaja en informática de la Facultad de Ciencias: alguien toma tu autofirma (sin tu permiso) y la agrega al pié del rumor que quiere difundir para hacerlo mas “creíble”. Luego se divierten observando con que rapidez se difunde.
Como el tema además es muy delicado y la mayoría de la gente me ha escrito y llamado preocupada, me contacté con las personas que sé que trabajan en el tema y que participaron del último congreso internacional de mama. Ellos me informaron que ese tema no había sido tratado en ninguno de los simposios de los que participaron.
Por eso les pido que por favor no lo vayan a difundir y menos con mi nombre al pié. No solo mi reputación está en juego sino también la de la institución para la cual trabajo. De ser posible les pediría además que envíen este desmentido a quien les hizo llegar el mensaje.
Por último les ruego lo lean con atención, verán que fué escrito por un hombre y está firmado por una mujer (sin autorización de la misma): “…A los hombres parece ocurrirles en menor proporción, pero no estamos exentos de desarrollar cáncer de mama por causa de los antitranspirantes. …”
Ha sido un gusto comunicarme con Uds. y desde ya quedo a las órdenes para lo que pueda servir.
Gaby.
MSc. Gabriela Casanova Larrosa
Asistente Secc. Biología Celular
[Traduzione: "Smentita: Egregi signori, la mail degli antitraspiranti non l'ho scritta io e non la confermo. Sono semplicemente vittima di un episodio di "spamming" o qualcosa di simile. Me l'ha spiegato la gente della facoltà di scienze che lavora in informatica: qualcuno prende la tua "autofirma" (senza il tuo permesso) e la aggiunge in fondo alla diceria che vuole diffondere per renderla più 'credibile'. Poi si diverte a vedere con che velocità si diffonde.
Dato che l'argomento è per di più molto delicato e la maggioranza della gente mi ha scritto e chiamato preoccupata, ho contattato le persone che so che lavorano nel campo e che hanno partecipato al più recente congresso internazionale dedicato al seno. Essi mi hanno confermato che questo argomento non è stato trattato in nessuno dei convegni a cui hanno partecipato. Per questa ragione vi prego di non diffondere la mail, soprattutto quella recante il mio nome. Non è soltanto la mia reputazione ad essere a repentaglio, ma anche quella dell'organizzazione per la quale lavoro. Se vi è possibile vi chiederei anche di inviare questa smentita a chi vi ha fatto pervenire il messaggio. Infine vi prego di leggerlo con attenzione, noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna (senza l'autorizzazione di quest'ultima): "…Sembra che accada meno frequentemente agli uomini, ma non siamo esclusi dallo sviluppare un cancro alla mammella per colpa degli antitraspiranti."
E' stato un piacere comunicare con Voi e fin da subito mi rendo disponibile per qualsiasi cosa possa essere utile."]
Le parole della Casanova Larrosa indicano che l’appello ha subito alcune mutazioni, come capita spesso, e che in origine conteneva un riferimento a un autore maschile (“noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna”).
Ringraziamenti
Grazie a Lorenzo Montali per la segnalazione di alcuni dettagli di questa storia e a Simone Attivissimo per la traduzione dell’e-mail della Casanova Larrosa.
Google e ricerche in ordine di tempo
Ricerche cronologiche in Google
Uno dei problemi di Google è che i risultati delle ricerche non vengono ordinati per data, per cui è facile imbattersi in pagine di Internet che contengono dati obsoleti.
Anzi, siccome uno dei criteri di Google per collocare una pagina Web in cima ai suoi elenchi di risultati è il numero di altre pagine che la linkano, più una pagina è vecchia e più ha avuto tempo per essere linkata, e quindi è abbastanza comune che i primi risultati di Google siano pagine vecchiotte.
Da maggio 2009 è però possibile ordinare cronologicamente i risultati: si può andare nella pagina della ricerca avanzata oppure scegliere l’interfaccia in inglese, nel qual caso compare l’opzione Show Options, cliccando sulla quale si può scegliere se visualizzare le pagine recenti, quelle delle ultime 24 ore, dell’ultima settimana o dell’ultimo anno oppure selezionare un intervallo di date.
E’ importante notare che la “datazione” delle singole pagine usata da Google non corrisponde necessariamente alla data di creazione o aggiornamento della pagina specifica: è la data in cui Google ha trovato la pagina e l’ha indicizzata. Non è un criterio perfetto, ma è una buona approssimazione. I risultati sono poi ordinabili per data cliccando su Sorted by date.
Se vi interessano le ricerche cronologiche, potete anche provare questa funzione sperimentale di Google, chiamata News Timeline (newstimeline.googlelabs.com), applicabile ai siti di notizie, ai blog e ad altre categorie di fonti. Il servizio sembra avere qualche problema, anche perché non mi pare di essere stato citato da Time del 14 settembre scorso, ma è comunque un’opzione interessante in più:
















































