Renewable Energy Science, un kit per spiegare l’energia rinnovabile ai bambini

agosto 31, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

Renewable Energy SciencePiù accessori tecnologici si traduce con più richiesta energetica e in futuro bisognerà tentare di ricavare energia dalle fonti rinnovabili, in modo da ridurre l’inquinamento ambientale. Per formare la cultura volta in questo senso, nei bambini è meglio utilizzare metodi che spieghino con molta semplicità come funziona l’energia rinnovabile. Uno strumento per farlo è il Renewable Energy Science Kit.

All’interno del kit è presente uno schermo al LED e un voltometro per calcolare l’energia ricavata da varie fonti: turbine per il vento, pannelli solari e celle elettrolitiche azionate da una dinamo manuale. Grande 23,50 x 31,12 x 27,90 cm, si vende nel sito di hammacher al prezzo di 49,95 $, pari a circa 35 €.

[via random-good-stuff]



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EyeClops Night Vision, per vedere nel cuore della notte

agosto 31, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

EyeClops Night Vision

Sentite rumori nella notte? Volete sapere cosa si nasconde nel buio ma non avete una fonte di illuminazione? Per questo tipo di operazioni meglio affidarsi alla tecnologia ad infrarossi, come quella fornita dall’EyeClops Night Vision. Si tratta di un giocattolo per bambini dai 6 anni in su capace di mostrare ciò che avviene al buio.

La batteria permette un’utilizzo fino a 50 minuti per una distanza di 15 metri dal casco. E’ in vendita nello store di Amazon per 69 $, pari a circa 48 €. Segue un video dopo il salto.

[via eyeclopsnightvision]



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Digital Video Memo Fridge Magnet, lascia appunti digitali sul frigorifero

agosto 31, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

Digital Video Memo Fridge Magnet

Prima di uscire di casa, se si vuole lasciare un messaggio agli altri abitanti, di solito si sceglie il frigorifero per appendere foglietti. Il frigorifero, infatti, è una delle tappe più frequentate durante la giornata. Noi esperti di gadget, però, di certo non possiamo affidarci a dei primitivi fogli di carta potendo contare sulla tecnologia digitale. Ecco nascere, infatti, il Digital Video Memo Fridge Magnet.

Si tratta di un magnete con schermo LCD ampio 1,5″ da appendere al frigo. Grande 6,5 x 6,5 x 2 cm, può contenere messaggi audio/video fino a 30 secondi. Come dire: quando dire una cosa è meglio che scriverla. Si compra nello store di iwantoneofthose al prezzo di 29,99 £, circa 34.

[via coolest-gadgets]



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Mini-indagine sulla falsa "roccia lunare"

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

La “roccia lunare” è legno pietrificato: gatta ci cova

Presumo abbiate letto tutti la notizia che una roccia lunare conservata in un museo olandese si è rivelata un falso.

I lunacomplottisti facciano pure a meno di gioire, perché la notizia conferma semmai che le falsificazioni, quando ci sono veramente, vengono smascherate.

Ma dietro a questa storia c’è forse più di quel che sembra. Ho fatto una piccola indagine, raccogliendo i dati fin qui disponibili, e ho scoperto un paio di indizi interessanti. Se vi interessa tutta la storia, è su Complotti Lunari.

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Facebook, nuove regole di privacy

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Facebook non cancella i dati personali, ma promette che lo farà. Fra 12 mesi

Un’indagine della commissione per la privacy del governo canadese, la prima al mondo nel suo genere, ha confermato un sospetto che circolava da tempo: Facebook non cancella i dati personali degli utenti che disattivano i propri account.

La legge canadese, come quella di molti altri stati, impone invece alle aziende di conservare i dati personali degli utenti soltanto per il tempo strettamente necessario. Facebook, riferisce la BBC, si è ora impegnata a cambiare il proprio comportamento.

Renderà più chiaro agli utenti che possono scegliere fra cancellare e disattivare il proprio account: attualmente l’unica scelta disponibile nelle impostazioni online è la disattivazione (in Impostazioni > Disattiva account), mentre per la cancellazione occorre trovare e usare una pagina separata, che si raggiunge partendo dalle FAQ della Guida e cliccando sulla voce “Voglio cancellare definitivamente il mio account”.

Facebook indicherà inoltre più chiaramente che la disattivazione non cancella i dati personali dagli archivi della società, perché in questo modo l’utente può cambiare idea e tornare sui propri passi senza perdere tutto quello che aveva immesso in Facebook.

La società ha inoltre promesso che darà ai suoi 200 milioni di utenti la possibilità di controllare meglio quali dati personali rendono accessibili ai creatori delle applicazioni di Facebook, come i giochi e i quiz. Le applicazioni dovranno dichiarare quali informazioni vogliono acquisire e dovranno ottenere il consenso degli utenti prima di usarle o condividerle. Finora, dice la commissione canadese per la privacy, gli sviluppatori delle applicazioni hanno avuto accesso praticamente illimitato alle informazioni personali degli utenti.

Facebook, tuttavia, ha detto che ci vorranno circa dodici mesi per mettere in funzione queste modifiche, per cui continua ad essere opportuno riflettere su quello che si scrive e si pubblica su Facebook come negli altri siti di social networking. Suggerisco la Regola della Nonna: mai pubblicare su Internet qualunque cosa che non vorreste fosse vista o letta da vostra nonna. Ad alta voce e sulla pubblica piazza.

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Google Street View nei guai in Svizzera

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Street View di Google è troppo ficcanaso per la Svizzera, stop a nuove immagini

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Hanspeter Thür, formalmente noto come IFPDT o incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza ma comprensibilmente ribattezzato familiarmente “Mister Dati”, ha chiesto venerdì scorso che il servizio Street View di Google sia ritirato da Internet: la privacy dei cittadini non è sufficientemente garantita come promesso. Google, dopo un incontro con Mister Dati, ha sospeso la pubblicazione delle immagini dettagliate delle strade di nuove località.

Google ha da poco messo online le immagini prese dal livello della strada di varie città svizzere (Basilea, Berna, Losanna, Ginevra, Zurigo, Winterthur e altre località più piccole), consentendo vere e proprie passeggiate virtuali per le vie.

Anche altre località, comprese Lugano, Bellinzona e Locarno nel Canton Ticino dove si trova il mio Maniero Digitale, dovrebbero essere fotografate, o lo sono già state, dalle automobili attrezzate di Google, secondo la tabella di marcia pubblicata dal colosso dei motori di ricerca.

Nelle sue FAQ (in tedesco e francese), Mister Dati spiega che di per sé Google Street View non viola le norme svizzere sulla privacy se rispetta le condizioni negoziate con le autorità federali. Il problema è che sembra proprio che non sempre le rispetti o riesca a rispettarle, a giudicare dalle foto pubblicate da siti come 20minuten.ch.

Infatti il software automatico che dovrebbe riconoscere e mascherare i dettagli riconoscibili delle persone, come concordato con Mister Dati, non funziona sempre e fioccano le contestazioni di chi è ripreso per strada e immortalato magari non al meglio della propria presentabilità o in attività piuttosto private, come riferisce la Berner Zeitung.

Se vi scoprite colti in flagrante delicto su Street View, non mandate contestazioni alle autorità federali, ma rivolgetevi direttamente a Google: su ogni schermata di Street View c’è il link Report a problem che permette di segnalare volti non oscurati o altre violazioni delle regole, e Mister Dati ha predisposto una lettera standard di richiesta di oscuramento o rimozione. Google ha dichiarato che le richieste verranno soddisfatte in poche ore.

Ma il Disinformatico è sempre dalla parte degli utenti, per cui se non vi fidate della prontezza di reazione di Google e non vi va di passare la vita a percorrere virtualmente le vie di tutte le città alla ricerca di vostre foto, se vedete le auto di Google potete fare quello che dice Mister Dati: “notare questi veicoli ben visibili e comportarvi di conseguenza”. Ecco quindi un potente kit di oscuramento garantito dei volti: stampatelo e tenetelo a portata di mano da mettere davanti al viso.

Versione soft.

Versione hardcore per mandare in crisi il software di riconoscimento dei volti e terrorizzare i complottisti.

Fonti: Ticino News, Berner Zeitung, Swissinfo.ch, Ars Technica, Expatica.com, Slashdot.

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Windows e Mac, aggiornamenti a confronto

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Debutta Mac OS Snow Leopard, in arrivo Windows 7

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Oggi esce nei negozi la nuova versione del sistema operativo per computer Apple, denominata Snow Leopard, e il 22 ottobre uscirà la nuova edizione di Windows, chiamata semplicemente Windows 7.

In entrambi i casi non si tratta di rivoluzioni, ma di evoluzioni rispetto alle versioni precedenti; le novità ci sono, prima fra tutte l’inversione della triste tendenza a pretendere computer sempre più potenti per programmi sempre più elefantiaci, ma non si tratta di grandi balzi in avanti, per cui è facile avere incertezze su cosa fare. Aggiornarsi, spendere soldi e rischiare incompatibilità, oppure tenere quello che già si ha e funziona?

Come sempre, vale il consiglio di lasciare che siano gli altri a farsi male provando per primi le novità. Salvo che siate fanatici d’informatica, non c’è nessuna ragione impellente per aggiornarsi subito. Vi propongo una miniguida per orientarsi nelle novità dei due grandi concorrenti dell’informatica personale.

Mac OS X 10.6 Snow Leopard: più velocità senza cambiare computer

Attenti ai Mac vecchi. Questa edizione è adatta soltanto ai Mac con processore Intel: chi ha un computer Apple con processore PowerPC è tagliato fuori. Questo significa che certi computer Apple di soltanto tre anni fa potrebbero essere esclusi dall’aggiornamento.

Più velocità e snellezza a parità di computer. Gran parte delle modifiche rispetto alla versione precedente, Leopard, è dietro le quinte. Supporto migliorato per i processori multicore, modalità a 64 bit per dare alle applicazioni la possibilità di gestire più di 4 GB di RAM, sfruttamento del processore grafico per togliere carico di lavoro al processore principale e uno snellimento drastico delle applicazioni preinstallate producono una reattività sensibilmente più veloce senza dover cambiare computer. Però per ora nessuna applicazione scritta da altre case produttrici di software sfrutta queste potenzialità. Anche lo spazio occupato dal sistema operativo cala drasticamente, liberando diversi gigabyte di spazio su disco.

Compatibilità. Snow Leopard include ancora Rosetta, il “traduttore” che permette di eseguire le applicazioni scritte per le versioni PowerPC di Mac OS. Arriva il supporto per Microsoft Exchange 2007. I cambiamenti dell’interfaccia sono poco più che utili affinamenti e ritocchi (la possibilità di ordinare i file cronologicamente nella vista a colonne del Finder, per esempio), per cui chi usa già Leopard si troverà subito a proprio agio. E’ presto per un quadro globale, ma stando alle prime recensioni sembra che quasi tutte le applicazioni scritte per Leopard funzionino sotto Snow Leopard senza richiedere aggiornamenti, anche se The Register segnala una lista informale di possibili applicazioni problematiche, fra le quali spicca Photoshop Elements.

Quicktime. Diventa di serie la comodissima possibilità di montare rapidamente un video usando le funzioni ritaglia-copia-incolla di Quicktime, come se il video fosse un testo. Prima si pagava a parte. I video Flash sono riproducibili senza dover installare programmi accessori. A molti piacerà la possibilità di registrare sotto forma di video quello che avviene sullo schermo e di aggiungervi annotazioni: cose che si potevano fare anche prima, ma soltanto aggiungendo programmi appositi.

Antivirus? Ma non era immune? Gli smanettoni che hanno avuto tra le mani Snow Leopard in anteprima hanno scovato una funzione non pubblicizzata da Apple: una sorta di rudimentale antivirus per quei pochi virus o cavalli di Troia che esistono per il mondo Mac.

Prezzo. Se avete già Leopard, passare a Snow Leopard costa 39 franchi (29 euro) per l’edizione con licenza per un utente, 69 franchi (49 euro) per quella con licenze per un massimo di cinque utenti domestici (non aziendali o professionali) e 13 franchi (8,95 euro) per la licenza monoutente per chi ha acquistato un Mac nuovo dopo l’8 giugno 2009.
Chi ha la versione precedente, Tiger, è legalmente tenuto ad acquistare il Mac Box Set per essere in regola con le licenze, al prezzo di 219 franchi (169 euro) per la versione monoutente o 299 franchi (229 euro) per la versione con licenze per cinque utenti domestici. Il Mac Box Set include iWork 09, la potente suite di programmi equivalenti a Microsoft Office.
Tuttavia è emerso che non c’è alcun lucchetto digitale a imporre queste regole, tanto che l’aggiornamento da 39 franchi (29 euro) s’installa senza problemi anche se non c’è preinstallato Leopard. Apple ha scelto di fidarsi dell’onestà media degli utenti invece di complicare loro la vita con sistemi di controllo delle licenze.

Windows 7: Vista ripulito, dimagrito e velocizzato

Il 22 ottobre prossimo sarà disponibile per l’acquisto Windows 7, il successore di Windows Vista. Come Snow Leopard, non si tratta di una versione radicalmente nuova, ma di un affinamento della precedente, che debuttò tre anni fa con notevole malumore fra gli utenti per la sua pesantezza, lentezza e ossessione per la sicurezza.

A differenza di Snow Leopard, Windows 7 è stato offerto in prova gratuita temporanea a tutti gli utenti di Internet; l’offerta è scaduta pochi giorni fa. Occorre attendere l’uscita della versione definitiva per vedere come sarà realmente Windows 7, ma le recensioni basate sulla versione distribuita in prova gratuita e quella usata dagli sviluppatori sono decisamente positive: il messaggio generale è che Windows 7 è Vista fatto come si deve. Ecco qualche primo accenno alle novità che ci possiamo attendere.

Compatibilità. L’obiettivo di Windows 7 è la piena compatibilità con le applicazioni e l’hardware che funzionano sotto Vista. Per i problemi più gravi c’è un Windows XP Mode (Virtual PC ricarrozzato), ma soltanto in alcune versioni di Windows 7. Spariscono invece applicazioni familiari come Calendar, Mail (Outlook Express) e Movie Maker, sostituite da equivalenti via Web o scaricabili a parte, probabilmente per evitare problemi con gli enti antitrust. Può parere assurdo che un sistema operativo moderno non venga fornito con un client di posta, ma è così, e visto l’attuale orientamento dell’informatica verso i servizi online al posto del software sul PC, la scelta potrebbe rivelarsi trainante.

Aspetto. Chi ha familiarità con Vista non avrà grandi sorprese, ma gli utenti affezionati a Windows XP troveranno un’interfaccia drasticamente differente, piena di trasparenze ed effetti. La taskbar è stata ripensata a fondo e potenziata: per esempio, far scorrere il cursore sopra un’icona di un’applicazione attiva fa apparire delle mini-anteprime delle finestre aperte di quell’applicazione, e commutare da un’applicazione a un’altra tramite la taskbar è estremamente pratico. Anche la gestione delle periferiche e delle reti è stata semplificata, e il supporto per gli schermi tattili è stato potenziato in modo da includere anche il multi-touch.

Velocità maggiore senza cambiare computer. Windows 7 ha gli stessi requisiti hardware di Windows Vista, invece di aumentarli come è sempre avvenuto in passato. Anzi, funzionerà anche su computer sui quale Vista si rifiuterebbe di lavorare, come sui netbook. Le funzioni di ricerca nei file sono state potenziate e accelerate, e stando a chi l’ha usato assiduamente ci sono mille piccoli e grandi affinamenti che lo rendono un netto passo avanti rispetto a Vista. L’avvio e la chiusura sono più veloci; il supporto per i processori multicore è migliorato

Prezzi. A differenza di Snow Leopard, e come per Vista, Windows 7 sarà disponibile in un gran numero di versioni, con prezzi e prestazioni differenti, che causeranno non poca confusione negli utenti.
Per esempio, volete la modalità Windows XP? Vi serve Windows 7 Professional o Ultimate. Ma ci saranno anche la versione Starter, la Home Basic, la Home Premium e la Enterprise. Nei negozi ci saranno però quasi sempre soltanto due versioni, la Home Premium e la Professional, e chi vorrà potrà migrare a pagamento alle altre più complete.
Per ciascuna di queste versioni ci saranno inoltre sconti, prezzi e procedure differenti per migrare da Windows XP o da Windows Vista. C’è di che perdersi.
Nell’Unione Europea, i prezzi varieranno da 119.99 euro (Home Premium upgrade) a 319 euro (Ultimate Full) per le versioni non preinstallate; il prezzo di quelle preinstallate sarà incluso nel prezzo d’acquisto del computer nuovo. Chi ha acquistato da poco un computer con Windows Vista o ha comunque una licenza di Vista può già prenotare l’upgrade, ma non da tutte le versioni di Vista; la Home Basic è esclusa.

Anche in termini strettamente tecnici l’aggiornamento è una giungla: date un’occhiata a questo grafico di come si aggiorna Windows in base a quale versione di partenza si usa e quale versione di Windows 7 si desidera.

Che fare?

La scelta di Microsoft e Apple di offrire nuove versioni “risparmiose” dei loro sistemi operativi è certamente figlia di un periodo nel quale l’economia tira poco e non ci sono molti soldi da spendere in computer nuovi se quelli attuali vanno bene, ma è comunque una boccata d’aria fresca nell’evoluzione dell’informatica e merita un plauso.

Dalla corsa al gigantismo si è passati alla ricerca dell’efficienza per spremere maggiore produttività dall’hardware esistente, e questo è un bene non solo per i nostri portafogli individuali, ma per tutto l’ambiente, perché sistemi operativi con minori pretese comportano un minor numero di computer da rottamare, con tutto quello che ne consegue.

Passato il periodo di inevitabile rodaggio, nel quale verranno a galla le incognite delle funzioni DRM (anticopia) dei nuovi sistemi operativi, il mio consiglio è di migrare a Snow Leopard e Windows 7 rispettivamente. Non solo per ottenere benefici di produttività, ma per dare un segnale socialmente rilevante alle aziende: se invece di offrirci nuovi orpelli rutilanti che non abbiamo mai chiesto ci date sostanza e ci offrite roba pratica ma poco vistosa, siamo disposti a spendere anche in tempi di crisi.

E se non volete spendere e non vi fidate del software chiuso, potete sempre provare gratuitamente le varie distribuzioni di Linux, che ogni anno diventa sempre più automatico e intuitivo da installare e configurare, anche se le incompatibilità e le magagne ci sono tuttora. Alla fine, l’importante è lavorare usando il più possibile formati standard, per non ghettizzarsi e poter comunicare e condividere i dati con chiunque.

Fonti: The Register, Gizmodo, Ars Technica, Ars Technica, Gizmodo, ExtremeTech, Microsoft.com, Apple.com.

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Io no spik svizzerano: le vostre segnalazioni

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Pubblicità autogol e altri crimini linguistici fotografati dai lettori

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ecco alcuni dei primi risultati dell’invito a segnalarmi gli strafalcioni d’italiano che vedete in giro nelle pubblicità, nelle insegne e in generale nei luoghi pubblici. Comincio con una perla che ho notato nelle pubblicità di Google che compaiono in questo blog.

Se le traduzioni sono instantanee, potete star certi che sono fatte bene.

Leggi antifumo. Immagine segnalata da Max. Luogo sconosciuto. Dizionario pure. Alcune segnalazioni di lettori indicano che il paese è il Kenya.

Qual è l’automobile preferita da John Titor? Non perdetevi il resto del sito Fourwheeldriveitaly.info, con perle come “Forniamo a tutti i veicoli i driver correttamente addestrati secondo il programma di formazione dell’India dell’azionamento delle quattro rotelle”. Segnalato da Turz.

“Ora egli è con un coltello durchgehackt bene”. Come si farà a scendere in acqua fredda al largo? Il mare è lontanuccio da Bolzano. Ricetta pubblicata dall’Alphotel Tyrol di Racines (BZ) il 14 agosto scorso, segnalata da Farmabat.

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Per il TG2, la materia oscura è materia davvero oscura

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Il TG2 batte il record delle scemenze dette in meno di 16 secondi

Ve la trascrivo, perché merita: “Al CERN vogliono provare a produrre anche la materia oscura, l’antimateria resa celebre da film e libri di fantascienza, formata solo da particelle di carica elettrica negativa, al contrario di quelle che formano il mondo a cui siamo abituati.”

Se avete bisogno che vi spieghi questa collana di perle, non vi preoccupate: vi attende una magnifica carriera giornalistica.

E poi ci domandiamo come mai c’è Voyager alla Rai.

Grazie a Marco per la segnalazione. Lo spezzone risale a circa un anno fa, come descritto da Comablog.

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Scie chimiche, meteorologo le sbufala pubblicamente

agosto 31, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Il mito delle “scie chimiche” tritato dagli esperti: adesso possiamo piantarla con le paranoie?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il convegno “La meteorologia nella vita quotidiana” tenutosi il 27 giugno scorso a Pettenasco, vicino al Lago d’Orta, ha visto la partecipazione di Mario Giuliacci e Flavio Galbiati (Centro Epson Meteo), di Giovanni Tesauro, Gianluca Bertoni e Alessandro Ceppi (Associazione MeteoNetwork), di Marco Mancini (Politecnico di Milano), di Piernando Binaghi (servizio meteo della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana) e in particolare di Pier Luigi Randi dell’Epson Meteo Regional Center-MeteoCenter.

Il convegno ha affrontato di petto e con divertita verve anche la questione della teoria delle “scie chimiche”. Finalmente anche i meteorologi, esasperati dalle frequenti e angosciate richieste di chiarimenti su questa bufala, hanno spiegato punto per punto le fallacie e le interpretazioni errate dei fenomeni atmosferici propinate in questi anni dai sostenitori di questa teoria.

Grazie al lavoro di Simone Angioni, la relazione sulle “scie chimiche” di Pierluigi Randi è ora disponibile come serie di video su Youtube.

Lo sciachimismo, di fronte alle spiegazioni degli esperti, si rivela con chiarezza per quello che realmente è: un abbaglio privo della benché minima prova, preso da incompetenti afflitti da una triste, astiosa paranoia che li spinge a credere che i meteorologi di tutto il pianeta siano in combutta per nascondere un colossale complotto.

La conferenza è stata inoltre un’ottima occasione per imparare a conoscere il fascino e la ricchezza dei fenomeni che avvengono nel cielo sopra di noi e che troppo spesso, presi da altre preoccupazioni, ignoriamo nella sua potenza e bellezza. Buona visione.

Per chi preferisce i singoli video: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta e ultima parte.

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