Bandai Micro Sea Life, il polipo da bottiglietta

giugno 30, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

Bandai Micro Sea Life

Avete presente quando si comprano delle bottigliette d’acqua e non si beve tutto l’acqua al loro interno? Quella potrebbe diventare un acquario. La società giapponese Bandai ha realizzato dei piccoli giocattoli da adoperare per l’occasione.

Sono dei piccoli polipi robotizzati che nuoteranno su e giù per la bottiglia. Disponibili in tre colori, sono in vendita attualmente in Giappone al prezzo di 6 $, circa 4 €.

Guarda le immagini del Bandai Micro Sea Life
Bandai Micro Sea LifeBandai Micro Sea LifeBandai Micro Sea Life

[via newlaunches]



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Le cose che non colsi – 20090629

giugno 30, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Intervista a testimone dell’11/9, stelline tatuate, vulcani dallo spazio e altre in breve

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “tricch” e “emanuelen***”.

Segnalo l’intervista a Mike Walter, uno dei giornalisti testimoni oculari dell’attacco al Pentagono dell’11 settembre 2001, realizzata da Hammer, coautore del blog Undicisettembre.info. Chi crede alle teorie di complotto se la sente di dare a questo testimone del bugiardo?

Ricordate Kimberly Vlaeminck, la ragazza belga che è finita su tutti i media perché diceva di aver chiesto tre stelline tatuate sul viso ma il tatuatore gliene aveva fatte 56? Lei sosteneva che c’era stato un malinteso linguistico con il tatuatore. Ora ha confessato: ne aveva chieste davvero 56, ma quando il padre le ha viste s’è imbestialito e lei s’è inventata l’accusa contro il tatuatore. Lo riferisce il Sydney Morning Herald, con foto. Ora Kimberly andrà in giro con 56 stelline sul viso come promemoria della propria stupidità. Darwin vince, e pèrdono i giornali che hanno pubblicato acriticamente la sua versione dei fatti, magari perché faceva comodo dare la colpa al tatuatore rumeno.

Modellismo estremo. Un enorme modello amatoriale di SR-71 radiocomandato con motori a getto, pilotato con maestria. Non dico altro.

Itunes censura Giovanni Verga. Il suo cognome è scurrile, lo segnala Federico Cella sul Corriere online citando Mytech.it che cita il newsgroup it.comp.macintosh.

A cosa serve avere persone nello spazio anziché sonde automatiche? A cogliere al volo eventi inattesi come l’esplosiva eruzione del vulcano Sarychev, nelle isole Kurili. Le foto sono in The Big Picture (una è mostrata qui sopra) insieme ad altre splendide immagini del nostro pianeta riprese dalla Stazione Spaziale Internazionale.

L’11/9 previsto da Frankenstein. Secondo questo articolo del Giornale, scovato da un Google Alert, il professor Toni Paone afferma il romanzo di Mary Shelley contiene riferimenti numerologici agli attentati dell’11 settembre. Ci crede così tanto che ha anche scritto un libro. Ma non avevamo già chiuso questa faccenda? Consiglio di leggere l’articolo e a) tentare di non ridere b) giocare alla caccia agli errori logici e fattuali. C’è di che divertirsi.

Studenti francesi beffano giornalisti, vengono premiati. L’Independent segnala che la rivista francese Paris Match, nell’ambito di un concorso di fotogiornalismo, ha pubblicato uno sconcertante reportage sulla povertà degli studenti in Francia, spinti a prostituirsi e a cercare cibo nei bidoni della spazzatura. Prima di ritirare il premio di 5000 euro in una cerimonia di riconoscimento, i vincitori Guillaume Chauvin e Rémi Hubert hanno rivelato la burla: tutto falso. Era una burla per compiere un “potente gesto artistico” e per attaccare il “voyeurismo” e l’ingenuità di una certa parte della stampa. “Abbiamo spinto i cliché al limite. Pensavamo che la cosa fosse così trita da non poter vincere… Volevamo aprire una discussione sul modo di operare dei media che ritraggono le sofferenze umane con compiacimento e voyeurismo”. E ci sono riusciti.

Wallaby drogati causano cerchi nel grano. Non sono la causa di tutti i cerchi nel grano, ma di alcuni: l’incredibile notizia degli animali (wallaby e non solo) che in Australia mangiano nelle coltivazioni di oppio legali (producono la morfina per uso medico) e poi camminano o saltellano in cerchio perché strafatti, riferita da varie fonti italofone (per esempio TGcom), sembra autentica. E’ partita originariamente da articoli come questo di Stuff.co.nz e questo della BBC.

Non succede mai niente in Svizzera. A parte la costruzione di un aereo a energia solare. Ne parla qui la BBC: 61 metri di ali per fare il giro del mondo senza rifornimento e senza una goccia di carburante. Il sito ufficiale è Solarimpulse.com.

Michael Jackson fa crashare Internet? Non proprio, nonostante i titoli catastrofici di certi siti come CNN. Qui ci sono alcuni dati concreti raccolti dalla BBC: è crashato Twitter, alcuni siti di notizie sono stati rallentati, ma niente di più.

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Ritrovati i nastri lunari? (UPD20090629)

giugno 30, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Forse ritrovati i nastri originali dello sbarco sulla Luna

La fonte è il Sunday Express, un tabloid britannico che non brilla per la qualità dei suoi reportage scientifici, per cui segnalo la notizia con estrema cautela. Il giornale ha pubblicato online un articolo dal quale sembra che i nastri di telemetria degli esperimenti lasciati sulla Luna dall’Apollo 11, ritrovati a novembre 2008 in Australia dopo una lunga ricerca negli archivi di mezzo pianeta, contengano anche le registrazioni originali dirette del segnale televisivo proveniente dalla Luna.

Come raccontai nel 2006 in questo articolo, la diretta dello sbarco sulla Luna fu infatti trasmessa in bassissima qualità a causa dei numerosi processi di conversione (analogica, a quei tempi) necessari per adattare il segnale fuori standard della telecamera miniaturizzata presente sul modulo lunare agli standard televisivi statunitensi e da lì a quelli del resto del mondo. Ma la qualità originale proveniente dalla Luna era molto, molto più alta. Purtroppo i nastri sui quali fu registrato il segnale diretto andarono smarriti (archiviati male o persi durante la spedizione, non si sa). Ora sarebbero stati ritrovati. Staremo a vedere.

Intanto qui sotto vedete un confronto fra la qualità trasmessa in TV e quella ricevuta direttamente dalla Luna presso il radiotelescopio di Honeysuckle Creek, in Australia. C’è da farsi venire l’acquolina in bocca.

2009/06/29

Phil Plait di Bad Astronomy ritiene che si tratti di una bufala. Bob Jacobs, vice responsabile per i rapporti con il pubblico della NASA, twittera che “c’è una ricerca che si sta per concludere. Speriamo di pubblicare un aggiornamento nelle prossime settimane. L’articolo britannico è fantasia.”

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Orange Solar Tent, la tenda che si ricarica ad energia solare

giugno 29, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

Orange Solar Tent

Il campeggio è una bella esperienza e potrebbe sposarsi con l’ultima tendenza dell’ecosostenibilità. Per tale ragione Orange, una società sempre attenta nella costruzione di gadget alimentati con energie alternative, ha progettato la Orange Solar Tent. Si tratta di una tenda capace di immagazzinare l’energia solare per alimentare cellulari, una luce interna e uno schermo LCD.

Al momento è solo un concept, ma le prerogative sono molto interessanti, come la presenza del WiFi che permetterà la navigazione internet e un sistema RFID per cercare la tenda tramite un SMS. Non abbiamo notizie sulla sua realizzazione al momento.

Guarda le immagini dell’Orange Solar Tent
Orange Solar TentOrange Solar Tent

[via bornrich]



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Ritrovati i nastri lunari?

giugno 29, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Forse ritrovati i nastri originali dello sbarco sulla Luna

La fonte è il Sunday Express, un tabloid britannico che non brilla per la qualità dei suo reportage scientifici, per cui segnalo la notizia con estrema cautela. Il giornale ha pubblicato online un articolo dal quale sembra che i nastri di telemetria degli esperimenti lasciati sulla Luna dall’Apollo 11, ritrovati a novembre 2008 in Australia dopo una lunga ricerca negli archivi di mezzo pianeta, contengano anche le registrazioni originali dirette del segnale televisivo proveniente dalla Luna.

Come raccontai nel 2006 in questo articolo, la diretta dello sbarco sulla Luna fu infatti trasmessa in bassissima qualità a causa dei numerosi processi di conversione (analogica, a quei tempi) necessari per adattare il segnale fuori standard della telecamera miniaturizzata presente sul modulo lunare agli standard televisivi statunitensi e da lì a quelli del resto del mondo. Ma la qualità originale proveniente dalla Luna era molto, molto più alta. Purtroppo i nastri sui quali fu registrato il segnale diretto andarono smarriti (archiviati male o persi durante la spedizione, non si sa). Ora sarebbero stati ritrovati. Staremo a vedere.

Intanto qui sotto vedete un confronto fra la qualità trasmessa in TV e quella ricevuta direttamente dalla Luna presso il radiotelescopio di Honeysuckle Creek, in Australia. C’è da farsi venire l’acquolina in bocca.

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Sculture a LED : nuova forma d’arte scintillante

giugno 28, 2009 · Filed Under Senza categoria · Comment 

I LED, si sa, vengono adoperati per molteplici scopi, ma il designer giapponese Makoto Tojiki si è letteralmente scatenato utilizzandoli per creare la rappresentazione che potete osservare nella foto, “The Man With No Shadow”, realizzata appunto utilizzando tale tecnologia.

Cosa dire, sicuramente è una forma d’arte estremamente affascinante e sarà interessante vedere che cosa ne uscirà fuori, intanto eccovi la pagina ufficiale del designer , dove potrete trovare numerosi scatti della scultura.

[via dvice ]



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EVA-W02, l’orologio dedicato al secondo Eva

giugno 28, 2009 · Filed Under Curiosità e Gadget · Comment 

Ricordate che tempo fa vi parlammo di EVA-W01, l’orologio ispirato all’Unità 01 del celeberrimo anime Neon Genesis Evangelion?
Bene, sappiate che c’è un aggiornamento in merito : se vi interessa è da poco disponibile anche EVA-W02, dedicato all’ Unità 02, il robottone guidato dalla bella e controversa Asuka.

L’apparecchio sarà prodotto in una edizione limitata di 500 pezzi, se vi interessa quindi affrettatevi, dato che sarà presumibilmente preso d’assalto dai molti fan della serie.

[via Akihabara ]



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Dieci regole antibufala

giugno 28, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Il kit antibufala di Michael Shermer

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Michael Shermer è un mio collega debunker: smonta le bufale, soprattutto quelle grandi come le civiltà aliene antiche, la pseudomedicina, il paranormale. Ha scritto un capitolo di 11/9 La Cospirazione Impossibile, il libro sulle teorie di complotto undicisettembrine al quale ho contribuito anch’io insieme agli amici e colleghi del CICAP, e per questo s’è beccato una montagna d’insulti da parte dei gentiluomini che non tollerano chi osa usare il proprio raziocinio e si permette di chiedere prove concrete invece di bersi i pregiudizi altrui.

In questo video della Richard Dawkins Foundation elenca dieci regole antibufala, ispirate al Baloney Detection Kit di Carl Sagan, che trovo utilissime come criteri e strumenti d’indagine su qualunque argomento controverso.

Eccole in italiano e in sintesi:

1. Quanto è affidabile la fonte dell’asserzione? Occorre chiedersi se chi la propone è una persona esperta nel campo o se è semplicemente un dilettante. Può capitare che un dilettante faccia una grande scoperta, ma è molto, molto improbabile. Poi bisogna guardare la quantità di errori, e soprattutto il loro orientamento. Perché gli errori capitano a tutti, ma se sono tanti sono indice di poca serietà, e se capitano tutti in un senso solo, ossia a favore della tesi proposta, allora c’è decisamente qualcosa che non va.

2. La fonte fa altre asserzioni dello stesso tipo? Spesso chi crede a una teoria strana crede anche ad altre teorie dello stesso genere. Gli ufologi credono anche al paranormale e ai fantasmi; i complottisti dell’11 settembre credono alle “scie chimiche” e dicono che non siamo mai andati sulla Luna. Sono sintomi di un’inclinazione a credere al pensiero magico e ci devono rendere scettici. Scettici, ma con la mente aperta: quanto basta per esaminare teorie nuove e originali, che sono il sale della scoperta scientifica, ma non così tanto che caschi fuori il cervello.

3. Le asserzioni sono state verificate da altri? Prima o poi ogni teoria tocca il mondo reale. Se è vera, produce un effetto tangibile di qualche tipo. Si va a vedere se l’effetto si manifesta e se non è spiegabile altrimenti. Se non si manifesta, c’è qualcosa che non va. L’esempio classico, citato da Shermer, è la fusione fredda annunciata come rivoluzione del settore energetico alla fine degli anni Ottanta dai chimici Pons e Fleischmann e poi rivelatasi una bufala quando le loro istruzioni furono eseguite da altri senza ottenere gli stessi risultati.

4. L’asserzione è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Se qualcuno dice di avere un potere straordinario o di aver fatto una scoperta che, se vera, rivoluzionerebbe le leggi della fisica, le probabilità che dica la verità sono molto, molto basse. Per carità, la rivoluzione può succedere, ma prima di abbracciarla chiediamoci se non comporta delle conseguenze implausibili. Shermer fa l’esempio delle piramidi: se le avessero costruite gli abitanti di Atlantide o gli alieni, gli archeologi troverebbero dappertutto gli avanzi dei loro strumenti, le case dove abitavano, la loro spazzatura. Invece trovano quella degli egizi. Lo stesso vale per esempio per chi dice di prevedere i numeri del lotto e invece di giocarli li vende ad altri: è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Non sarebbe più sensato giocarli direttamente e diventare miliardari per fare del bene all’umanità?

5. Qualcuno ha tentato di confutare l’asserzione? Non basta accumulare dei fatti che sembrano sostenere l’esistenza di un fenomeno straordinario: bisogna anche chiedersi se per caso ci può essere un’altra spiegazione più banale per quegli stessi fatti. E’ chi propone un’asserzione eccezionale che dovrebbe porsi questa domanda, perché se non lo fa, saranno gli altri a farlo, di solito con grande godimento.

6. Verso quale tesi ci porta la preponderanza dei fatti? E’ facile raccattare quattro o cinque fatti sparsi e costruirvi sopra una teoria: ma non si possono ignorare tutti gli altri fatti contrari. L’esempio fatto da Shermer è l’evoluzione: certo, ci sono delle lacune qua e là, ci sono alcuni fatti non (ancora) perfettamente spiegati, ma ci sono anche migliaia di altri fatti che vengono spiegati benissimo dalla teoria dell’evoluzione. Non si possono ignorare. E bisogna anche chiedere alle teorie concorrenti se sono altrettanto in grado di spiegare coerentemente tutti quei fatti.

7. Chi fa l’asserzione segue le regole della scienza? Se propone degli esperimenti, svolge ricerca, cerca di costruire teorie coerenti, non nasconde i fatti scomodi, ammette gli errori, propone ipotesi verificabili e cerca anche di smontare le proprie teorie predilette mettendole alla prova e cercando spiegazioni alternative, allora sì. Shermer cita gli ufologi e li confronta con gli scienziati che conducono la ricerca di forme di vita intelligenti extraterrestri nel progetto SETI: entrambi hanno lo stesso affascinante interesse, ma hanno due approcci completamente differenti.

8. Chi fa l’asserzione ha prove positive? Per autenticare la propria teoria non basta stilare un elenco di anomalie o aspetti irrisolti della teoria opposta: bisogna anche fornire prove positive, che dimostrino la propria. Non basta dire “ehi, l’11 settembre l’aereo che colpì il Pentagono potrebbe essere stato sostituito da un aereo identico ma radiocomandato”, come dicono certi complottisti: bisogna portare le prove che è successo davvero. Non basta dire che gli extraterrestri sono custoditi nell’Area 51: bisogna dimostrare che ci sono davvero, senza ricorrere alla scusa che i militari nascondono le prove.

9. La teoria nuova spiega tanti fenomeni quanti la teoria vecchia? Quando si presenta qualcuno che pretende di avere trovato una nuova teoria della fisica, dell’universo e di tutto quanto e afferma che Newton e Einstein avevano torto e soltanto lui ha ragione, o che gli esperti di tutto il mondo si sbagliano e soltanto lui ha l’illuminazione di cogliere una realtà superiore, non basta che la sua teoria spieghi un minuscolo aspetto della realtà che le teorie correnti lasciano irrisolto (cosa perfettamente accettabile nel metodo scientifico): deve spiegarne almeno tanti quanti le teorie comunemente accettate. Se ce la fa, bene; se non ce la fa, è una bufala.

10. L’asserzione è motivata da credenze personali? Se chi fa un’asserzione è spinto dalla propria ideologia, dalle proprie credenze, dai propri preconcetti, e l’asserzione rinforza questa sua visione del mondo, allora il rischio di bufala aumenta. E vale anche per gli scienziati, che sono esseri umani fallibili, con le loro gelosie, ambizioni, ideologie e credenze. Capita anche a loro di trascurare le prove contrarie alla propria tesi prediletta e di non avere il coraggio di dire “mi sono sbagliato”: è per questo che c’è l’obbligo di verificare, ripetere indipendentemente gli esperimenti, condividere i risultati, cercare prove che possano smentire o spiegazioni alternative.

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Dieci regole antibufala

giugno 27, 2009 · Filed Under Senza categoria · Comment 

Il kit antibufala di Michael Shermer

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Michael Shermer è un mio collega debunker: smonta le bufale, soprattutto quelle grandi come le civiltà aliene antiche, la pseudomedicina, il paranormale. Ha scritto un capitolo di 11/9 La Cospirazione Impossibile, il libro sulle teorie di complotto undicisettembrine al quale ho contribuito anch’io insieme agli amici e colleghi del CICAP, e per questo s’è beccato una montagna d’insulti da parte dei gentiluomini che non tollerano chi osa usare il proprio raziocinio e si permette di chiedere prove concrete invece di bersi i pregiudizi altrui.

In questo video della Richard Dawkins Foundation elenca dieci regole antibufala, ispirate al Baloney Detection Kit di Carl Sagan, che trovo utilissime come criteri e strumenti d’indagine su qualunque argomento controverso.

Eccole in italiano e in sintesi:

1. Quanto è affidabile la fonte dell’asserzione? Occorre chiedersi se chi la propone è una persona esperta nel campo o se è semplicemente un dilettante. Può capitare che un dilettante faccia una grande scoperta, ma è molto, molto improbabile. Poi bisogna guardare la quantità di errori, e soprattutto il loro orientamento. Perché gli errori capitano a tutti, ma se sono tanti sono indice di poca serietà, e se capitano tutti in un senso solo, ossia a favore della tesi proposta, allora c’è decisamente qualcosa che non va.

2. La fonte fa altre asserzioni dello stesso tipo? Spesso chi crede a una teoria strana crede anche ad altre teorie dello stesso genere. Gli ufologi credono anche al paranormale e ai fantasmi; i complottisti dell’11 settembre credono alle “scie chimiche” e dicono che non siamo mai andati sulla Luna. Sono sintomi di un’inclinazione a credere al pensiero magico e ci devono rendere scettici. Scettici, ma con la mente aperta: quanto basta per esaminare teorie nuove e originali, che sono il sale della scoperta scientifica, ma non così tanto che caschi fuori il cervello.

3. Le asserzioni sono state verificate da altri? Prima o poi ogni teoria tocca il mondo reale. Se è vera, produce un effetto tangibile di qualche tipo. Si va a vedere se l’effetto si manifesta e se non è spiegabile altrimenti. Se non si manifesta, c’è qualcosa che non va. L’esempio classico, citato da Shermer, è la fusione fredda annunciata come rivoluzione del settore energetico alla fine degli anni Ottanta dai chimici Pons e Fleischmann e poi rivelatasi una bufala quando le loro istruzioni furono eseguite da altri senza ottenere gli stessi risultati.

4. L’asserzione è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Se qualcuno dice di avere un potere straordinario o di aver fatto una scoperta che, se vera, rivoluzionerebbe le leggi della fisica, le probabilità che dica la verità sono molto, molto basse. Per carità, la rivoluzione può succedere, ma prima di abbracciarla chiediamoci se non comporta delle conseguenze implausibili. Shermer fa l’esempio delle piramidi: se le avessero costruite gli abitanti di Atlantide o gli alieni, gli archeologi troverebbero dappertutto gli avanzi dei loro strumenti, le case dove abitavano, la loro spazzatura. Invece trovano quella degli egizi. Lo stesso vale per esempio per chi dice di prevedere i numeri del lotto e invece di giocarli li vende ad altri: è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Non sarebbe più sensato giocarli direttamente e diventare miliardari per fare del bene all’umanità?

5. Qualcuno ha tentato di confutare l’asserzione? Non basta accumulare dei fatti che sembrano sostenere l’esistenza di un fenomeno straordinario: bisogna anche chiedersi se per caso ci può essere un’altra spiegazione più banale per quegli stessi fatti. E’ chi propone un’asserzione eccezionale che dovrebbe porsi questa domanda, perché se non lo fa, saranno gli altri a farlo, di solito con grande godimento.

6. Verso quale tesi ci porta la preponderanza dei fatti? E’ facile raccattare quattro o cinque fatti sparsi e costruirvi sopra una teoria: ma non si possono ignorare tutti gli altri fatti contrari. L’esempio fatto da Shermer è l’evoluzione: certo, ci sono delle lacune qua e là, ci sono alcuni fatti non (ancora) perfettamente spiegati, ma ci sono anche migliaia di altri fatti che vengono spiegati benissimo dalla teoria dell’evoluzione. Non si possono ignorare. E bisogna anche chiedere alle teorie concorrenti se sono altrettanto in grado di spiegare coerentemente tutti quei fatti.

7. Chi fa l’asserzione segue le regole della scienza? Se propone degli esperimenti, svolge ricerca, cerca di costruire teorie coerenti, non nasconde i fatti scomodi, ammette gli errori, propone ipotesi verificabili e cerca anche di smontare le proprie teorie predilette mettendole alla prova e cercando spiegazioni alternative, allora sì. Shermer cita gli ufologi e li confronta con gli scienziati che conducono la ricerca di forme di vita intelligenti extraterrestri nel progetto SETI: entrambi hanno lo stesso affascinante interesse, ma hanno due approcci completamente differenti.

8. Chi fa l’asserzione ha prove positive? Per autenticare la propria teoria non basta stilare un elenco di anomalie o aspetti irrisolti della teoria opposta: bisogna anche fornire prove positive, che dimostrino la propria. Non basta dire “ehi, l’11 settembre l’aereo che colpì il Pentagono potrebbe essere stato sostituito da un aereo identico ma radiocomandato”, come dicono certi complottisti: bisogna portare le prove che è successo davvero. Non basta dire che gli extraterrestri sono custoditi nell’Area 51: bisogna dimostrare che ci sono davvero, senza ricorrere alla scusa che i militari nascondono le prove.

9. La teoria nuova spiega tanti fenomeni quanti la teoria vecchia? Quando si presenta qualcuno che pretende di avere trovato una nuova teoria della fisica, dell’universo e di tutto quanto e afferma che Newton e Einstein avevano torto e soltanto lui ha ragione, o che gli esperti di tutto il mondo si sbagliano e soltanto lui ha l’illuminazione di cogliere una realtà superiore, non basta che la sua teoria spieghi un minuscolo aspetto della realtà che le teorie correnti lasciano irrisolto (cosa perfettamente accettabile nel metodo scientifico): deve spiegarne almeno tanti quanti le teorie comunemente accettate. Se ce la fa, bene; se non ce la fa, è una bufala.

10. L’asserzione è motivata da credenze personali? Se chi fa un’asserzione è spinto dalla propria ideologia, dalle proprie credenze, dai propri preconcetti, e l’asserzione rinforza questa sua visione del mondo, allora il rischio di bufala aumenta. E vale anche per gli scienziati, che sono esseri umani fallibili, con le loro gelosie, ambizioni, ideologie e credenze. Capita anche a loro di trascurare le prove contrarie alla propria tesi prediletta e di non avere il coraggio di dire “mi sono sbagliato”: è per questo che c’è l’obbligo di verificare, ripetere indipendentemente gli esperimenti, condividere i risultati, cercare prove che possano smentire o spiegazioni alternative.

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Due lune nel cielo ad agosto

giugno 27, 2009 · Filed Under Controinformazione · Comment 

Marte grande come la Luna ad agosto, garantisce un appello via mail

Circola un messaggio che annuncia un “avvenimento epocale da non perdere”. Ci saranno “due lune nel cielo” il 27 agosto prossimo, a mezzanotte e mezza: “il pianeta Marte sarà il più luminoso nel cielo stellato” e “sarà grande quanto la luna piena”. L’evento andrebbe visto perché si ripeterebbe soltanto nel 2287.

Ecco un esempio di testo dell’appello, che circola in francese con preambolo italiano:

DEUX LUNES DANS LE CIEL

DATE A RETENIR : 27 Août 2009
DEUX LUNES DANS LE CIEL
Le 27 aout prochain, à minuit 30 minutes, regardez dans le ciel.
La planète Mars sera la plus brillante dans le ciel étoilé.
Elle sera aussi grosse que la pleine lune, bien que Mars soit à 34,65
millions de Miles de la Terre. Soyez donc certains de ne pas manquer cet
événement …
Cela nous apparaîtra, à l’oeil nu, comme si la Terre possédait 2 Lunes !!!…
La prochaine fois que cet événement se reproduira sera en l’année 2287!

Partagez cette information avec tous vos amis car PERSONNE en vie
aujourd’hui ne pourra voir cela une seconde fois …

L’appello è irrimediabilmente fasullo. Si tratta di una versione riconfezionata e aggiornata di una storia che gira almeno dal 2003 e che era in gran parte sbagliata già all’epoca. Non ci sarà nessun appuntamento celeste particolare il 27 agosto prossimo e Marte non sembrerà affatto grande come la Luna. La foto qui sopra mostra un occultamento reale (Marte e Luna visivamente vicini nel cielo) che permette di confrontare le dimensioni apparenti dei due corpi celesti.

Il 27 agosto 2003 (non 2009) l’orbita di Marte portò effettivamente il pianeta rosso alla massima vicinanza alla Terra degli ultimi 60.000 anni, ma rimase comunque a 56 milioni di chilometri (rispetto ai 400.000 circa della Luna, per avere un termine di paragone). In quell’occasione, sei anni fa, era effettivamente più grande e luminoso della media, ma soltanto se visto in un telescopio, ma non era assolutamente confrontabile con la Luna piena.

Inoltre Marte si trova a distanze paragonabili ogni 15-17 anni circa: quello del 2003 fu semplicemente un avvicinamento massimo. Infine, la data del 2287 c’entra soltanto nel senso che in quell’anno Marte sarà ancora più vicino di quanto lo sia stato nel 2003.

L’equivoco sulle dimensioni paragonabili a quelle della Luna nasce dal passaparola distorto tipico delle catene di Sant’Antonio: la notizia astronomica originale diceva che Marte sarebbe stato grande come lo è la Luna piena ad occhio nudo se visto attraverso un telescopio da 75 ingrandimenti. La precisazione del telescopio s’è persa per strada.

Si tratta comunque di avvicinamenti normali e per nulla pericolosi: di interesse per gli astronomi, che colgono l’occasione per osservazioni più dettagliate, ma di nessuna conseguenza pratica per la vita di tutti i giorni.

Fonti: Snopes.com, Urbanlegends.com

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